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“Il vaccino AstraZeneca venga somministrato ai politici”: la proposta del consigliere spegnerebbe ogni allarmismo

Vaccino AstraZeneca Foto di Daniel Dal Zennaro / Ansa

“Nel caso in cui si dovesse propendere per la riammissione di AstraZeneca in Italia, tutte le istituzioni devono dare l’esempio”: è il pensiero del consigliere regionale pugliese Tutolo

Tra disinformazione ed allarmismo, le ultime notizie relative al vaccino AstraZeneca hanno fatto emergere tanti dubbi e spinto l’Aifa a sospendere momentaneamente la somministrazione in tutta Italia. In mezzo a questo mare di polemiche però si inserisce la proposta del consigliere regionale pugliese Antonio Tutolo (della lista Con Emiliano) potrebbe essere la soluzione: “se riprende la somministrazione – dice – sarà indispensabile l’esempio dei membri delle Istituzioni”. Come avvenuto durante la prima fase, in cui a vaccinarsi sono stati gli operatori sanitari, lo stesso potrebbe avvenire adesso per lanciare un segnale forte alla popolazione. Tutolo spiega così la sua proposta: “se il Governo, sulla scorta del parere dell’Agenzia europea del farmaco, disporrà per la ripresa della somministrazione, l’unico modo per ridare fiducia in quel vaccino è che le istituzioni diano l’esempio concreto e si vaccinino pubblicamente. Sarebbe da pazzi, altrimenti, pensare di tranquillizzare la gente solo con le parole, pretendendo che i cittadini se lo facciano somministrare tranquillamente dopo aver appreso, in questi giorni, comunicazioni e provvedimenti contrastanti”.

Quindi, prosegue Tutolo, “nel caso in cui si dovesse propendere per la riammissione di AstraZeneca in Italia, tutti devono dare l’esempio: dal presidente del Consiglio ai ministri; dai viceministri ai sottosegretari; dai presidenti di Regione, agli assessori regionali fino ai consiglieri regionali; dai sindaci, agli assessori e ai consiglieri comunali. Tutti i membri delle istituzioni dovranno vaccinarsi pubblicamente con AstraZeneca, nei casi in cui non sussistano motivi clinici ostativi, ovviamente. Diversamente, i cittadini avranno ben ragione di rifiutarsi e, aggiungerei, di domandarsi se siano veramente rappresentanti degnamente e da gente responsabile”. Non resta dunque che attendere la decisione di Ema, ma adesso serve un segnale forte per eliminare le paure che la gente ha manifestato sul tema negli ultimi giorni.