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Toscana, continua il grande paradosso sui vaccini. La storia di Filippo: “l’ho ricevuto prima dei miei genitori, adesso entrambi si sono ammalati”

Vaccino AstraZeneca Foto Ansa

Filippo a 48 anni è stato vaccinato, ha avuto possibilità di farlo perché insegna in una scuola privata, mentre i suoi erano ancora in lista di attesa: la testimonianza che dovrebbe far riflettere chi sta gestendo la campagna vaccinale

Una storia che fa riflettere e dovrebbe mettere in allerta chi in questo momento gestisce la campagna vaccinale. Filippo, imprenditore fiorentino di 48 anni, è un uomo senza particolare patologie che la scorsa settimana ha visto i propri genitori ultraottantenni ammalarsi di Covid-19. Lui è vaccinato, ha avuto possibilità di farlo perché insegna in una scuola privata, mentre i suoi erano ancora in lista di attesa: è questo il paradosso, che ormai da settimane segnaliamo anche su Strettoweb, messo ancor di più in luce dallo scandalo del giornalista Andrea Scanzi. “Si tratta obiettivamente di una situazione assurda. Magari non è voluta da chi ha compiuto questa scelta, la Regione, ma ora che sappiamo che questa strada non funziona è necessario tornare indietro. Se non lo farà la Toscana ci penserà il premier Draghi, spero”, sono le parole di Filippo riportate dal Corriere della Sera. Anche la compagna dell’insegnante aspetta il vaccino, nonostante sia una volontaria della Croce Rossa.

I genitori si trovano attualmente in due posti diversi: il padre è in un Covid hotel di Firenze, la madre invece è ricoverata in ospedale. “Si sono ammalati a breve distanza l’uno dall’altro, pochi giorni fa. La prima reazione che ho avuto – racconta l’imprenditore – è stata quella della sorpresa: loro non vedono nessuno da mesi, hanno preso la cosa molto sul serio e quando raramente andavo a trovarli mi facevano indossare addirittura il soprascarpe prima di entrare in casa. Questo mi ha fatto pensare che può accadere davvero a chiunque e che è sbagliato colpevolizzare i contagiati”. Poi arriva l’amarezza: “Gli avrei ceduto la mia dose di vaccino, ora questo è ovviamente il mio pensiero fisso. Ma non si poteva. Il problema vero è che tutt’ora non si può. Ho capito bene il principio della Regione e probabilmente poteva anche non essere sbagliato in assoluto, ma nessuno mi toglie dalla testa che se gli ultraottantenni autosufficienti come i miei avessero avuto la possibilità di recarsi in un centro vaccinale come ho fatto io al Mandela, sarebbe stato tutto più facile”.

“Bisogna avere l’umiltà di tornare indietro quando si capisce di aver sbagliato: immagino tanta gente che non vorrebbe mai trovarsi nella mia situazione”, commenta su Facebook il signor Filippo che non si capacita degli errori organizzativi. L’imprenditore chiede dunque di cambiare il modello che affida la vaccinazione degli ultraottantenni solo ai medici base: “non dico che loro abbiano delle colpe – dice in riferimento a questi ultimi – ma certamente, come ci fanno notare i numeri, questa situazione di lentezza nella campagna che mette a rischio quelli che sono davvero i più fragili va cambiata al più presto”.