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Spirlì, il disastro vaccini e le scuole chiuse come arma di distrazione di massa

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Cosa c’è davvero dietro la chiusura delle scuole disposta da Spirlì nella Calabria in “zona gialla”: l’obiettivo di distrarre le masse dal disastro vaccini. Così il facente funzioni sta facendo rivoltare Jole Santelli

Dal coraggio di Jole Santelli che un anno fa con grande lungimiranza apriva i locali che avevano i tavolini all’aperto in pieno lockdown, alla psicofobia di Nino Spirlì che ha dato alla Calabria il (tristissimo) primato di unica Regione in “zona gialla” con le scuole chiuse, mentre gli alunni delle altre Regioni continuano ad andare in classe anche in “zona arancione dove c’è un quadro epidemiologico di gran lunga peggiore rispetto a quello calabrese. E’ la sfortunata parabola della politica calabrese, dopo la tragica morte del Governatore Santelli che tanto orgoglio aveva dato a questa terra per come aveva gestito la prima fase della pandemia conquistando persino la copertina del New York Times.

Capire il perchè di questo vero e proprio accanimento di Spirlì contro le scuole è molto complicato: fatto sta che da lunedì 8 marzo, almeno fino all’attesa sentenza del Tar sui prevedibili ricorsi dei genitori, in Calabria si potrà uscire di casa per qualsiasi cosa, si potrà andare liberamente a pranzo in pizzerie e ristoranti, ci si potrà spostare liberamente all’interno del territorio regionale per ogni tipo di attività al chiuso e all’aperto, si potrà andare in qualsiasi negozio e dal lunedì al venerdì persino nei centri commerciali, ma le scuole saranno chiuse. Persino le elementari e gli asili.

La scelta di Spirlì è assolutamente contraddittoria rispetto quanto previsto dall’ultimo Dpcm varato dal governo Draghi che prevede le scuole chiuse soltanto nelle zone rosse e nelle aree dove l’incidenza dei contagi supera la soglia di allerta con un tasso di incidenza uguale o superiore ai 250 casi ogni 100.000 abitanti. In Calabria siamo a 69 casi ogni 100.000 abitanti, molto vicini alla soglia dei 50 che consentono l’ingresso in “zona bianca” dove cessa ogni limitazione, persino il coprifuoco e la chiusura serale dei locali della ristorazione.

Certamente Spirlì tenta di conquistare il becero consenso delle mammine mpanicate, forte della struttura sociale delle famiglie calabresi ancora condizionate dalla mancanza di lavoro ed emancipazione femminile, con tante madri casalinghe e molti disoccupati per cui la chiusura delle scuole non rappresenta un grande problema. Hanno addirittura la presunzione di contestare chi vorrebbe fare la vita normale e mandare i figli a scuola, convinti che le altre mamme non vogliano trascorrere tempo con le creature che hanno messo al mondo (!!!) senza neanche minimamente considerare l’eventualità che una donna possa lavorare. E’ lo scotto di una sottocultura drammatica, oggi cavalcata e alimentata dalla massima rappresentanza istituzionale della Regione. Un Presidente facente funzioni che anche solo per rispetto di Jole Santelli, emblema di donna in carriera, avrebbe dovuto semplicemente seguire la linea del compianto governatore deceduto pochi mesi fa, in quanto capitato lì per caso e mai legittimato da un mandato popolare.

mascherina scuola

Foto Ansa

Eppure in Calabria ci sono anche moltissime donne in carriera, che lavorano esattamente come e magari anche di più dei papà e che hanno enormi disagi dalla chiusura delle scuole, soprattutto nei casi di figli piccoli che non possono rimanere a casa in autonomia. Paradossalmente, la chiusura delle scuole aumenta il rischio di contagio e le conseguenze del virus nei numerosi casi in cui i genitori lavoratori sono costretti a lasciare i bambini piccoli con i nonni, cioè i soggetti più fragili in caso di contagio. Chi non ha l’opzione nonni, è nei guai per colpa di Spirlì. Il rischio è quello di perdere il lavoro.

Eppure il facente funzioni alla Presidenza, anzichè dedicarsi quotidianamente a circensi dirette facebook ed accanirsi da mesi sulle scuole nonostante tutte le sentenze del Tar che gli hanno già dato torto e che inevitabilmente lo faranno ancora nei prossimi giorni, farebbe meglio a concentrarsi sui vaccini dove sta combinando un vero e proprio disastro. La Calabria è l’ultima Regione in Italia per somministrazione delle dosi ricevute: siamo ancora al 65%, 126.908 dosi somministrate sulle 193.580 ricevute. Significa che in Calabria abbiamo 66.672 dosi di vaccino conservate in frigorifero anzichè somministrate a chi ne ha bisogno. Sarebbe il modo migliore per combattere la pandemia, invece Spirlì continua a chiudere le scuole forse proprio per distrarre la popolazione dalle sue inefficienze sui vaccini.

Foto StrettoWeb / Salvatore Dato

Dovrebbe inoltre spiegare perchè le scuole andrebbero chiuse per le vaccinazioni dei prof, se medici e infermieri si sono vaccinati mentre lavoravano negli ospedali, gli agenti delle forze dell’ordine si sono vaccinati mentre continuavano a vigilare sull’ordine pubblico e persino gli ultra 80 enni si sono vaccinati mentre andavano a fare la spesa, a comprare il pane, ad acquistare le caramelle per i nipotini, leggere i giornali sulle panchine, dedicarsi al bricolage, guardare i cantieri e proseguire con tutte le loro normali attività quotidiane. Per quale motivo i prof ed esclusivamente i prof per vaccinarsi devono fermare la loro attività didattica, ma solo in presenza? Così come possono continuare a insegnare a distanza, perchè non potrebbero farlo in aula? E’ forse l’ennesima palese scusa per chiudere le scuole, inevitabilmente destinata ad infrangersi contro le leggi costituzionali e i regolamenti dello Stato che verranno ribaditi per l’ennesima volta dal Tar?

spirlì scuole chiuse in calabriaLa battaglia di Spirlì contro le scuole non è soltanto una follia sociale, ma anche il frutto di una totale ignoranza scientifica. Su StrettoWeb abbiamo già pubblicato i riferimenti ai numerosi studi scientifici che dimostrano che le scuole non sono veicolo del contagio, ma che al contrario sono uno dei luoghi più sicuri, e che c’è minor rischio di contagio con le scuole aperte rispetto alle scuole chiuse. In Sicilia soltanto 1.350 alunni sono risultati positivi sui 668.180 fin qui sottoposti a tampone: si tratta dello 0,20%, una percentuale enormemente inferiore rispetto a quella di tutte le altre categorie. Ma dopo che Spirlì è arrivato a dichiarare che “con le scuole aperte avremo i bimbi nelle bare“, non ci sorprenderemo più di nulla. Sta suscitando enormi imbarazzi soprattutto nel suo partito e nella sua coalizione, dove sono un po’ tutti infastiditi da questi atteggiamenti assolutamente incomprensibili che – da qui ad ottobre – rischiano di vanificare il forte consenso che un anno fa ha portato il centrodestra a stravincere le elezioni regionali e che Jole Santelli aveva contribuito ad accrescere ulteriormente. Adesso lei si starà rivoltando nella tomba mentre i calabresi (quelli culturalmente normodotati) non sanno più dove sbattere la testa.