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Spirlì, l’accanimento contro le scuole e l’ennesima sconfitta in Tribunale: se al facente funzioni non resta altro che le dimissioni

spirlì calabria zona gialla

Ieri l’ennesima sonora sconfitta in tribunale: per la sua immagine, per la Calabria, è opportuno che Nino Spirlì si dimetta

Scuole aperte, scuole chiuse, poi di nuovo aperte. Intanto la campagna vaccinale per insegnanti e dirigenti è ancora ferma al palo. E’ arrivata ieri mattina la sentenza del Tar che boccia l’ordinanza del presidente facente funzioni Nino Spirlì, non c’è motivo di imporre la didattica a distanza agli studenti nella Calabria in zona gialla. E’ la terza, o forse la quarta o addirittura la quinta volta che il Tar boccia le ordinanze sulle scuole chiuse di Spirlì. Abbiamo perso il conto. Fatto sta che il governatore leghista di Taurianova adesso deve alzare bandiera bianca. Aveva promesso che sarebbe andato di persona a bloccare l’ingresso nelle classi in caso di sentenza avversa, e invece le parole pronunciate dopo la decisione del Tribunale Amministrativo hanno proprio il suono di una resa: “il Tribunale ha deciso e si assume la responsabilità. Mi auguro che le prossime settimane non siano dolorose dal punto di vista dell’aumento dei contagi. Noi comunque continueremo a lavorare per tutelare la salute di tutti i calabresi”, ha commentato Spirlì in merito alla vicenda. “La presenza delle varianti – ha aggiunto – è stata acclarata su campioni per cui le varianti sono già presenti sul territorio in buon numero. Non voglio fare terrorismo psicologico ma devo riflettere assieme al commissario Longo sulla necessità di prevenire piuttosto che poi dover curare”.

Caro presidente, ci auguriamo sia questo davvero l’epilogo finale di una vicenda divenuta, e dispiace molto scriverlo, alquanto comica se non addirittura ridicola. Che la Calabria non meritava assolutamente. In un territorio che per fortuna è stato parzialmente risparmiato dalla pandemia del Coronavirus, si può sfruttare il vantaggio di programmare la ripartenza delle attività, a differenza di altre Regioni italiane che sono ancora in mezzo ad una tempesta. E’ quindi giunto il momento di cambiare rotta e di smetterla con questa tragica visione ossessiva contro le scuole. E’ giunto il momento di lasciare in tranquillità i bambini e gli adolescenti che ormai da un anno si trovano a dover fare i conti con un’organizzazione scolastica pessima e capace soltanto di creare ulteriori dubbi e problemi ai tanti già affrontati. E’ giunto il momento di abbandonare le presunzioni personali ed occuparsi nel concreto di come superare la pandemia, ad esempio lavorando meglio sul sistema di prenotazione per i vaccini, unica arma a disposizione per uscire definitivamente da una situazione di emergenza e su cui invece si sta assistendo all’ennesimo, inesorabile flop. Piuttosto, caro Presidente, prenda esempio dalla sua amata amica Jole Santelli che nei pochi mesi al timone della Regione Calabria ha sempre parlato di riaperture. Tutti ricorderanno infatti la sua battaglia di fine aprile 2020 per riaprire i bar e i ristoranti dotati di tavolini all’aperto in pieno lockdown nazionale: era un significativo gesto di speranza nei confronti di una popolazione stremata dal pesante lockdown senza che ci fosse alcuna criticità sanitaria sul territorio regionale. Ed oggi come allora la popolazione è stanca di ascoltare continuamente notizie allarmistiche e senza infondate conferme scientifiche. E’ fin troppo logorata dal valzer senza senso di continue chiusure e riaperture, di litigi e inutili dispetti tra le istituzioni su temi importanti come la salute e la scuola.

La Calabria non può permettersi di perdere altro tempo, ha bisogno di un cambio di passo, ed ancora oggi appare chiaro che questo con lei non possa purtroppo avversarsi. Caro Presidente, l’unica cosa giusta che le è rimasta da fare è dimettersi, perché perdere l’ennesima battaglia legale per un politico è soltanto una situazione di cui doversi vergognare. Non è un attacco dal punto di vista personale, sia ben chiaro, perché del Nino Spirlì persona non si può assolutamente parlare male. Anzi, al massimo si può apprezzare l’umiltà spesso manifestata. Quella stessa umiltà che lo aveva accompagnato all’inizio della sua esperienza, quando ammise di prendersi carico delle responsabilità di un ruolo che mai avrebbe immaginato di dover ricoprire. Perché il suo compito non era certo quello di fare il governatore: ex Tenente di cavalleria, grande attore e regista teatrale, oltre che autore televisivo; nella sua carriera ha scritto format di numerosi reality, anche scrittore, opinionista ed editorialista su autorevoli quotidiani. E’ questo il mestiere in cui ha raggiunto enormi traguardi, e senza dubbio, visti gli ultimi risultati, è meglio torni a fare quello che le riesce meglio. Se ne sarà accorto che dirigere una Regione difficile come la Calabria, in un momento tra i più delicati per questa terra, non è facile per lei come disegnare la trama di una commedia. Quindi, caro Presidente Spirlì, dispiace doverlo sottolineare, ma è meglio che si dimetta. Per la sua immagine buona e rispettata, per il bene del popolo calabrese che ha bisogno di una guida vera.