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Rosa e la festa delle donne

Fra tre giorni, l’8 marzo, ricorre la giornata internazionale della donna. Ma già oggi va reso omaggio a una donna eccezionale, una delle più grandi rivoluzionarie e teoriche del movimento socialista: Rosa Luxemburg

Fra tre giorni, l’8 marzo, ricorre la giornata internazionale della donna. Ma già oggi va reso omaggio a una donna eccezionale, una delle più grandi rivoluzionarie e teoriche del movimento socialista: Rosa Luxemburg. La più grande pensatrice politica, insieme ad Hannah Arendt. Con la differenza che Rosa non fu solo una fine intellettuale, ma anche una importante dirigente politica, che morì per le sue idee. Luxemburg nacque infatti esattamente 150 anni fa, il 5 marzo 1871, in un piccola città polacca che faceva parte dell’impero zarista. Trasferitasi con la famiglia a Varsavia, partecipò ai movimenti antiautoritari e socialisti fin dagli anni del liceo. Anche per sfuggire alla vigilanza poliziesca andò a fare l’università a Zurigo e si laureò brillantemente in economia. Da quel momento in poi coltivò congiuntamente la sua passione politica socialista e gli studi, la scrittura, la battaglia ideale. Si trasferì a Berlino e si iscrisse alla SPD, il potente partito socialdemocratico tedesco, senza per questo cessare di far parte della socialdemocrazia polacca, si pure in una formazione minoritaria, che lei stessa aveva fondato. Rosa difendeva le sue idee con grande passione e determinazione: celebri le sue polemiche contro “il revisionista” Bernstein, e poi contro Kautsky, di cui pure era stato a lungo amica. Accusava entrambi di essere troppo moderati, di non aver fiducia nelle masse, nella loro azione, finendo per privilegiare troppo il partito e i compromessi con la società esistente. Che ella voleva invece cambiare.

Era nemica di chiunque intendeva il socialismo come subordinato alla nazione: era una fervente internazionalista, pensava che i confini nazionali sarebbero pian piano spariti, che i popoli dovessero affratellarsi.Feroce nemica della guerra, dal 1914 fu quasi sempre in carcere, fino al 1918, per propaganda antimilitarista. Salutò con favore la Rivoluzione russa del 1917, anche se mise in guardia contro i rischi di deriva antidemocratica del governo di Lenin, quando i bolscevichi furono costretti a sopprimere alcune libertà “borghesi”. Storicamente non era possibile fare altrimenti, ma Luxemburg vide che questo passo includeva alcuni pericoli, che in seguito pesarono molto sul movimento comunista e sulla storia dell’Unione Sovietica. Nonostante ciò Lenin, dopo la sua morte, le tributò un commosso tributo, dicendo che Rosa era stata un’aquila del movimento rivoluzionario: aveva volato alto e visto lontano. Amava la vita, la natura, le piante. Era una grande intellettuale ma sapeva coltivare i valori più semplici e belli della vita, come l’amore, l’amicizia, la solidarietà. Fu uccisa barbaramente il 5 gennaio 1919 da militari protofascisti, in combutta con un governo socialdemocratico che aveva tradito gli antichi ideali di pace e fratellanza. Ogni 15 gennaio a Berlino, dove è sepolta, una grande folla si reca in corteo presso la sua tomba, coprendola ri fiori rossi, di rose. Ma la Rosa più bella rimane lei.

Olga Balzano Melodìa