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Reggio Calabria, processo Gattopardo: il dott. Giovanni Morabito assolto “per non aver commesso il fatto”

martelletto tribunale

Reggio Calabria, assolto con formula piena il dott. Giovanni Morabito

Si è concluso ieri, 15 marzo 2021, il processo “Gattopardo” celebratosi presso il Tribunale di Reggio Calabria con il rito abbreviato davanti al Gup dottoressa Vincenza Bellini.
Il primo grado di giudizio ha visto il dottore Giovanni Morabito, difeso di fiducia dagli avvocati Fabio Latella e Iolanda Morabito, assolto con formula piena: “per non avere commesso il fatto”. Una grande soddisfazione per i legali che hanno visto finalmente riconosciute le ragioni del proprio assistito.
Il Giudice dell’udienza preliminare non ha accolto la richiesta invocata dal pubblico ministero della DDA di Reggio Calabria Stefano Musolino che, nel corso della requisitoria, aveva chiesto per il dottore Giovanni Morabito una condanna a 2 anni di reclusione. Il capo di imputazione vedeva il consulente accusato di concorso morale nel reato di intestazione fittizia di beni, avendo fornito, secondo la ricostruzione degli inquirenti, le informazioni tecniche necessarie a garantire la disponibilità sostanziale in capo a Carmelo Cartisano del bene a lui precedentemente sequestrato: il ristorante pizzeria Naos, che all’epoca dei fatti si trovava sotto il controllo e la gestione dell’Amministrazione giudiziaria presso il Tribunale di Reggio Calabria.
I legali del dottore Morabito sono riusciti a far emergere l’unico e vero ruolo che il professionista ha assolto in questa vicenda: un mero consulente contabile incaricato di valutare l’esposizione debitoria del Naos dalla propria cliente, che l’amministrazione giudiziaria aveva individuato come candidata per la gestione della pizzeria stessa.
La difesa del dottore Morabito ha fatto emergere che non vi erano prove circa la consapevolezza in capo al dottore Giovanni Morabito dell’eventuale progetto criminale portato avanti dagli altri coimputati e quindi che non c’era alcuna cooperazione o concorso dello stesso nell’intestazione fittizia dei beni.