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Reggio Calabria: nuovo incontro relativo al settecentenario della morte di Dante Alighieri [VIDEO]

Reggio Calabria: continua la programmazione in remoto del Circolo Culturale “L’Agorà con un nuovo incontro relativo al settecentenario della morte di Dante Alighieri

Continua la programmazione in remoto del Circolo Culturale “L’Agorà con un nuovo incontro relativo al settecentenario della morte di Dante Alighieri, avvenuta a Ravenna, suo luogo d’esilio, nella notte tra il 13 e il 14 settembre del 1321. Il Sommo Poeta è il simbolo della cultura italiana nel mondo e la Divina Commedia è un’opera universale. Dante Alighieri è stato il più grande poeta che l’Italia abbia mai avuto, quindi riconosciuto come il “padre della lingua italiana”, tenuto anche conto che il 90% delle espressioni che oggi vengono utilizzati quotidianamente, che a suo tempo risiedevano nel linguaggio della Divina Commedia. Da queste cifre il Circolo Culturale “L’Agorà dà inizio dal mese di marzo ad una serie di appuntamenti dedicati a Dante Alighieri, effettuando idealmente un viaggio attraverso il territorio nazionale, partendo proprio dalla Calabria. Fatti e personalità, sia reali che frutto delle tradizioni popolari, sono stati oggetto di analisi nella lettura del relatore. Scilla e Cariddi nel Canto VII dell’Inferno: ” Come fa l’onda là sovra Cariddi, che si frange con quella in cui s’intoppa, così convien che qui la gente riddi. Nel III Canto del Purgatorio è concentrato sull’episodio di Manfredi, nel quale è ricordato un altro luogo della Calabria: Cosenza ed il suo Vescovo Bartolomeo Pignatelli. È la volta di Catona che viene menzionata nel canto VIII del Paradiso dove: “quel corno d’Ausonia che s’imborga di Bari di Gaeta e di Catona, da ove Tronto e Verde in mare sgorga”. La nostra Catona al tempo degli Angioini aveva un castello al tempo dei Normanni un ospedale. Inoltre sembra abbia posseduto un porto famoso, preferito per il passaggio in Sicilia. Ultima tappa: Quarto Cielo, in quello del Sole fra i dottori in Filosofia e Teologia, Canto XII. A parlare è San Bonaventura che passa in rassegna la ghirlanda dei Beati. Tra gli altri Giovacchino da Fiore, nato a Celico di Cosenza nel 1130, cistercense prima, poi fondatore di un suo Ordine (Florense); subito beatificato, mai canonizzato. Tenuto conto dei protocolli di sicurezza anti-contagio e dei risultati altalenanti della pandemia di COVID 19 e nel rispetto delle norme del DPCM del 24 ottobre 2020 la conversazione sarà disponibile, sulle varie piattaforme Social Network presenti nella rete, a far data dal 4 marzo.