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Reggio Calabria, addio a Paolo Moreno: il celebre storico che identificò i Bronzi di Riace in Tideo e Anfiarao

Anche Reggio Calabria piange la morte di Paolo Moreno, celebre storico che studiò i Bronzi di Riace e li identificò in Tideo e Anfiarao

Una triste notizia sconvolge il mondo dell’archeologia e quello della storia dell’arte. Nella mattinata odierna, a Roma, si è spento il professor Paolo Moreno, straordinario studioso e divulgatore che ha fornito nella sua carriera preziosi contributi in materia archeologica e artistica. Nato nel 1934 a Udine, si laureò in Archeologia cristiana alla Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università di Bari. Fu allievo di Doro Levi alla Scuola Archeologica Italiana di Atene, di Ranuccio Bianchi Bandinelli e Giovanni Becatti a Roma. Fu direttore dell’Istituto di Archeologia dell’Università di Bari, poi ordinario di Storia dell’arte antica a La Sapienza di Roma. Dal 1992 al 2008 ha insegnato Archeologia e storia dell’arte greca e romana all’Università Roma Tre.

Importantissimo il suo contributo circa lo studio dei Bronzi di Riace, opere d’arte straordinarie conservate presso il museo di Reggio Calabria. Paolo Moreno concentrò a lungo i suoi studi, sintetizzati anche nel saggio ‘I Bronzi di Riace, Il Maestro di Olimpia e i Sette a Tebe’ (Electa), fino a identificare i Bronzi in Tideo e Anfiarao. “I Bronzi sono identificabili come Tideo e Anfiarao, esponenti dei Sette a Tebe, forgiati in Argo, rispettivamente da Agelada II di Argo e da Alcamene I di Lemno, i quali si rivelano a loro volta responsabili della decorazione del tempio di Zeus, soluzione binaria al tenace anonimato del Maestro di Olimpia” spiega sul suo sito www.paolomoreno.com.

La notizia della scomparsa di Paolo Moreno lascia sgomenti – dichiara ai microfoni de ‘Il Messaggero’  Carmelo Malacrino, il direttore del Museo Archeologico Nazionale di Reggio Calabria –  Sia per l’uomo, dalle nobili qualità umane, sia per lo studioso e l’archeologo, il cui contributo per lo studio dei Bronzi di Riace resterà di fondamentale importanza per la ricerca scientifica. Paolo ci lascia ad un anno dal 50esimo anniversario del ritrovamento delle due statue, in un momento in cui le fasi per la celebrazione dell’evento stanno per determinarsi. La sua assenza, ne sono certo, si farà sentire. Lascia un patrimonio di studi e di esperienze ineguagliabili. Il suo nome non sarà dimenticato dal Museo Archeologico Nazionale di Reggio Calabria e da tutto il mondo della cultura“.

Il MArRC rende omaggio a Paolo Moreno

“La scomparsa, questa mattina a Roma, di Paolo Moreno lascia sgomenti. Sia per l’uomo, dalle nobili qualità umane, sia per lo studioso e l’archeologo, il cui contributo sui Bronzi di Riace resterà di fondamentale importanza per la ricerca scientifica“. Così Carmelo Malacrino, direttore del MArRC, commenta la notizia della morte dell’archeologo e storico dell’arte di origini friulane, la cui ricerca scientifica è indissolubilmente legata alle due statue. “Paolo – continua Malacrino – ci lascia a un anno dal cinquantesimo anniversario del ritrovamento dei Bronzi, in un momento in cui le fasi per la celebrazione dell’evento stanno per determinarsi. La sua assenza si farà sentire. È a Paolo Moreno, infatti, che si deve il primo studio scientifico sui Bronzi di Riace, oggetto di curiosità e interesse da parte dei più grandi studiosi. Moreno è stato il primo a intuire l’importanza delle nuove frontiere aperte dal mondo delle scienze applicate, in primis le analisi delle terre di fusione che hanno indicato la città di Argo, nel Peloponneso, come probabile area di produzione delle due sculture. Il suo nome, ne sono certo – conclude- non sarà dimenticato dal Museo Archeologico Nazionale di Reggio Calabria e da tutto il mondo della cultura”.

Per Paolo Moreno quei due straordinari capolavori, ‘originali’ del V secolo a.C. dalla bellezza mai vista prima, sono espressione di ‘un’arte che il rinascimento non ha mai neanche sfiorato’. Così lui stesso definiva i Bronzi di Riace nel documentario di Sky Arte andato in onda nel 2016, all’indomani della riapertura al pubblico del Museo Archeologico Nazionale di Reggio Calabria. Al 2002 risale, infatti, il suo celebre volume ‘I Bronzi di Riace, il Maestro di Olimpia e i Sette a Tebe’, edito per Electa, in cui una serrata analisi storico-artistica e letteraria ha portato l’archeologo friulano ad identificare i due Eroi di Riace con due delle numerose statue che costituivano il monumento eroico (heroon) dei Sette a Tebe e dei loro epigoni, posto sull’agorà di Argo ed eretto dagli Argivi all’indomani della vittoria di Oinòe contro gli Spartani (456 a.C.). Secondo Moreno, il Bronzo A rappresenterebbe l’eroe Tideo, opera di Ageladas il Vecchio, mentre il Bronzo B, l’indovino Anfiarao, opera di Alkamenes di Lemno, gli stessi maestri a cui sarebbe da attribuire la decorazione scultorea del tempio di Zeus a Olimpia.
Molte delle ipotesi di Moreno sulle due statue di Riace sono state oggi integrate o superate da nuove acquisizioni scientifiche, ma rimane attuale la sua lezione di metodo, sull’importanza di interpretare insieme, in maniera sinottica, i dati storico-artistici, quelli letterari e quelli archeometrici.

Moreno è stato allievo di grandi maestri dell’archeologia italiano del calibro di Ranuccio Bianchi Bandinelli, Doro Levi e Giovanni Becatti. Ha diretto l’Istituto di Archeologia dell’Università di Bari e dal 1992 è stato ordinario di Archeologia e Storia dell’arte greca e romana all’Università di Roma Tre. Paolo Moreno è stato soprattutto un instancabile divulgatore della conoscenza del mondo antico, dai grandi maestri della classicità (Fidia e Prassitele soprattutto) alle grandi trasformazioni artistiche del mondo ellenistico e romano. Alla famiglia e agli affetti del prof. Moreno le più sentite condoglianze da parte di tutto il personale del Museo Archeologico Nazionale di Reggio Calabria.