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Reggio Calabria, “al Gom non ce la facciamo più”: campagna vaccinale a rischio perché mancano dipendenti, Spirlì e Longo si attivino [FOTO]

  • Foto StrettoWeb / Salvatore Dato
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Il report di StrettoWeb all’interno del centro vaccinazione anti-Covid del Gom di Reggio Calabria: tra mille difficoltà e con grandi sacrifici, il personale sta mandando avanti le somministrazioni alla popolazione, ma adesso c’è bisogno di rinforzi per non rischiare di mandare in frantumi il lavoro svolto finora. La richiesta di aiuto è diretta al presidente f.f. Spirlì e al Commissario Longo

Sono quasi passati tre mesi dal simbolico “Vax Day” che si è tenuto il 27 dicembre anche al Gom di Reggio Calabria. Con tanta voglia di trasmettere fiducia, abbiamo raccontato quel giorno e abbiamo definito quel momento “uno spiraglio di luce in fondo al tunnel”, perché la speranza che davvero il Covid-19 poteva essere debellato si leggeva chiara negli occhi dei medici. Eppure, quel giorno appare molto lontano, perché le sensazioni che adesso traspaiono dai corridoi degli Ospedali Riuniti non sono così confortanti come prima. Generare allarmismo non è il nostro obiettivo, non lo è mai stato in questo anno di pandemia e continuerà a non esserlo, ma se esiste un problema è giusto accendere i riflettori perché qui non si sta scherzando, c’è di mezzo la salute e chi è chiamato a decidere non può voltare le spalle. “Non ce la facciamo più!”, è infatti il grido del personale impegnato nella campagna vaccinale, che questa mattina ha accolto la nostra troupe con volti abbattuti. Parole e sguardi che mai avremmo voluto ascoltare ed incrociare: ad occuparsi delle somministrazioni è un team composto da infermieri e OSS, chiamati a svolgere ore extra rispetto ai propri consueti turni di lavoro e straordinari. Professionisti che rispettano ormai da settimane orari strazianti, anche di 14-16 ore al giorno. Volti giovani per la maggior parte, ma anche di dottoresse e dottori più maturi ed esperti, con a casa una famiglia pronta ad aspettarli ma che per solidarietà e amore verso il proprio lavoro decidono di resistere per offrire alla popolazione un servizio che, altrimenti, non potrebbe essere garantito all’interno della struttura.

“Ma per quanto tempo ancora potremo andare avanti così?”, è la domanda che i volontari si pongono. E non si tratta di un problema organizzativo, perché tra mille sforzi il personale riesce comunque ad organizzarsi bene con una sorta di “calendario”, un percorso con linee guida chiare e precise per i pazienti e con ogni figura messa al proprio posto in base alle competenze. Ma così non si potrà continuare per lungo tempo, perché la stanchezza si fa sentire e, dall’altra parte (la Regione), neanche si vede l’opportunità di un minimo supporto. Nonostante ciò, i ritmi delle vaccinazioni procedono spediti e seguono il numero di dosi a disposizione (adesso è momentaneamente sospesa la somministrazione di Astrazeneca): al Gom riescono ad essere vaccinate anche 700-800 persone al giorno. E’ ovvio che il dramma principale è quello della mancanza di un numero adeguato di professionisti all’interno del personale, sarebbe necessario un importante supplemento con infermieri e anestesisti chiamati appositamente per affrontare la campagna vaccinale. Le assunzioni potrebbero essere effettuate sfruttando i fondi Covid posseduti dalla Regione, che sembra evidente non si stanno utilizzando nella maniera equa per tutte le strutture ospedaliere.

Vaccino Covid Reggio Calabria (14)

Foto StrettoWeb

“Lo stress del momento è già pesante, ma noi abbiamo fornito un ulteriore sforzo”, ha affermato a StrettoWeb il dott. Giuseppe Romeo. Infermiere al Gom, è anche dirigente sindacale Nursind, ed ha spiegato ai nostri microfoni quali sono le problematiche. “Noi dipendenti abbiamo poco da biasimare all’azienda stessa – continua Romeo – , spero solo che si possa aprire un dialogo coi sindacati per una remunerazione aggiuntiva, visto il grande supporto garantito in questi mesi. L’ospedale non è come l’Asp, che ha di base i suoi centri vaccinali. Noi ci siamo lanciati nella sfida di collaborare per vaccinare il maggior numero di persone possibili. L’azienda ci dice grazie, il Commissario Fantozzi e tutta la direzione ogni giorno ci mostra vicinanza e ci dà supporto. Anzi, siamo molto in sintonia come team vaccinale. Il discorso, purtroppo, è che non abbiamo un personale dedicato e bisogna andare avanti così”. Il dott. Romeo fa poi notare una grande ingiustizia: “all’Asp di Reggio, a Cosenza e a Catanzaro hanno autorizzato i concorsi per l’assunzione di infermieri, mentre al Gom, nonostante il pressing dell’azienda, non è avvenuto lo stesso. Eppure stiamo offrendo un grande supporto con i vaccini, siamo stati anche la struttura che ha ospitato il maggior numero di pazienti Covid nella provincia in quest’anno di pandemia. E’ la Regione che non permette di assumere! Noi ancora aspettiamo di percepire il “premio Covid” della prima ondata messo a disposizione dalla Regione dopo un accordo sindacale firmato il 6 luglio ed emesso nella Dca 34 del 2021. Il personale Covid invece non si trova, l’azienda ha dato la possibilità di assumere, ma molti bandi sono andati quasi deserti perché si parla di contratti determinati. C’è scarsa adesione perché la gente cerca una garanzia nella remunerazione e nella durata del contratto. La Regione alle altre aziende, che hanno dato meno aiuto, ha autorizzato le assunzioni, alla nostra invece non sta autorizzando l’indizione di concorsi per come deve essere”.

Insomma, il presidente facente funzioni della Regione Calabria Nino Spirlì e il Commissario ad acta Guido Longo devono fare molto di più, perché questa situazione rischia di fare implodere il sistema. In questo momento è come andare in guerra senza aver però un esercito di soldati ben fornito. Inoltre va risolto il problema delle prenotazioni tramite la piattaforma delle Poste Italiane, che non sembra essere ancora funzionante. E’ questo uno dei motivi che porta agli assembramenti visti nei giorni scorsi all’ospedale Morelli o al palazzo della Regione. Il Gom e l’Asp possono lavorare con i mezzi che hanno a loro disposizione, ma per i miracoli ancora nessuno è attrezzato. L’organizzazione è la base fondamentale in questo momento per andare avanti con il passo giusto e cercare di non rendere vani gli sforzi di chi ogni giorno fa sacrifici e si reca in ospedale per offrire un servizio, ma pure della stessa popolazione che da oltre un anno sta rispettando pesanti regole per limitare al massimo il contagio da Covid-19.