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Reggio Calabria: all’Università per stranieri “Dante Alighieri” un webinar sulla “Tecnica del suono tra passato presente e futuro”

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Presso l’Università per stranieri “Dante Alighieri” di Reggio Calabria si è svolto un webinar sulla “Tecnica del suono tra passato presente e futuro”

Presso l’Università per stranieri “Dante Alighieri” di Reggio Calabria si è svolto un webinar sulla “Tecnica del suono tra passato presente e futuro”. L’evento è stato realizzato nel quadro di un laboratorio sui linguaggi musicali attivo presso l’Ateneo, che intende consentire agli studenti di approcciarsi alla musica come “strumento universale” per il dialogo fra i popoli, altresì nel quadro delle rinnovate modalità di interazione del suono con l’immagine. I lavori, seguiti da un numero consistente di studenti, si sono aperti con i saluti della Professoressa Simona Totaforti (Direttore del dipartimento Disffam), la quale ha evidenziato quanto sia determinante che tecnologia e innovazione siano costantemente a servizio della musica, della creatività e del talento. La professoressa ha concluso affermando che iniziative di tale portata, “possano divenire un’occasione generalizzata di sviluppo ed arricchimento socio – culturale”. I lavori sono stati moderati dal Dottor Alessandro Puzzanghera, che si è abilmente districato nei collegamenti con i vari relatori. Il primo intervento è stato affidato a Gary Stewart Hurst, figura autorevole nel panorama della musica Rock inglese e collaboratore di gruppi e musicisti leggendari tra cui: The Beatles, Led Zeppelin, The Shadows, Jeff Beck, Jimmy Page. Hurst ha raccontato diversi aneddoti della sua carriera legati prevalentemente ai Beatles, evidenziando una sua valevole e personale visione della leggendaria band britannica. Lo stesso ha poi raccontato le origini del suo Tone Bender (un celebre effetto a pedale per chitarra), continuando con l’esperienza acquisita alla Vox di Londra, passando per gli studi Abbey Road e concludendo con il lavoro svolto in Italia (ove Hurst ha progettato per la Elka un innovativo organo elettronico). Di considerevole rilievo l’intervento del Professor Luigi Sansò (Sound Designer e composer. Docente di music composition per Cinema e videogame presso l’Università di Roma Tor Vergata) che evidenzia il grande apporto del produttore George Martin sulla musica dei quattro baronetti di Liverpool. Sansò definisce Gary Stewart Hurst “un grande pioniere nel campo della tecnologia legata al suono”, affermando, tra l’altro che “ciò che oggi nelle produzioni musicali è collaudata prassi, un tempo era sperimentazione ed innovazione”. Il Professore ha concluso il proprio intervento attestando, appunto, l’interesse attuale verso il recupero delle grandi sonorità del passato. “La tecnologia digitale odierna deve porre come epicentro artistico, sempre e solo la musica. I Beatles hanno ritratto il punto più alto della sperimentazione pura, portandola all’utilizzo popolare”.

Di pregevole rilievo è stata la testimonianza di Luigi Luppola (Presidente dell’Official Beatles Fan Club Pepperland di Roma) che ha reso noto quanto i Beatles – e la tecnica musicale sottesa alla loro musica – siano stati per lui, e non solo, la colonna sonora di una vita. Dal primo long play dei quattro musicisti (Help! acquistato nel lontano 1965) sino alla consapevolezza, che la musica della band abbia cominciato a far parte del proprio DNA. La passione di Luppola per i Beatles, nonché l’impegno profuso negli anni come presidente dell’Official Beatles Fan Club Pepperland, lo hanno condotto ad organizzare importanti manifestazioni (di rilievo quelle svoltesi presso i siti di Roma e Milano ove la band britannica si esibì negli anni 60). Luppola conclude dicendo che “i Beatles, attraverso la loro arte, lasciano una eredità importante al mondo. Ogni generazione che scopre tale musica la interiorizza, la rende propria e quindi unica”. Bruno Panuzzo (Artista, Book Box Maker e rappresentante per la Calabria dell’Official Beatles Fan Club Pepperland) ha evidenziato la grande attualità della musica dei Beatles tra i giovani. Seguendo l’esempio innovativo della band britannica, l’artista ha sviluppato la tecnica del “Libro Box”, che ha consentito di coinvolgere migliaia di giovani e produrre progetti di successo. Tutto ciò, opportunamente collocato all’interno di un discorso culturale e sociale, ha permesso l’intitolazione a John Lennon dell’anfiteatro di Ferruzzano e l’aula musicale ai Beatles presso i Licei “G. Mazzini” di Locri. Il Professor Domenico Siclari ha l’attenzione sulla modalità attraverso la quale, oltre alla sintassi, si sviluppi un’attenzione verso la semantica della musica specie ove la stessa venga applicata a dialogare con altre forme di linguaggi, come nel caso del cinema. Diversi gli interventi degli studenti a dimostrazione dell’interesse suscitato dall’evento e dai contenuti in esso emersi.