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Reggina, i ricordi di Possanzini: “A Bologna esultai con le corna. Assist di Pirlo? Sto c***o”

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L’ex attaccante della Reggina Davide Possanzini ha parlato ai canali ufficiali del club dello Stretto, scherzando su Pirlo e su quella partita a Bologna”

Parte in quarta, Davide Possanzini. Da calciatore riceveva il pallone e non lo fermava più nessuno. E ai microfoni è la stesso: un mix di simpatia ed esplosività. L’indimenticato ex attaccante della Reggina, protagonista della prima storica promozione in Serie A degli amaranto e non solo, è intervenuto ai canali ufficiali del club dello Stretto per parlare di tanti argomenti legati al mondo Reggina. “Mi aspettavo il cambio di rotta della squadra negli ultimi mesi – dice a ‘Tutti Figli di Gallo’ – più che altro lo speravo. Con l’arrivo di Baroni, con la rosa che ha e con la piazza che è Reggio Calabria, non avevo dubbi. L’importante è che si sia tirata fuori dalla situazione in cui era. Il mercato di gennaio? Sembra strano dirlo, ma non è così scontato che un calciatore che arriva dalla A faccia subito la differenza in B, serve il periodo d’adattamento. Ci sono tante variabili affinché un calciatore si integri. Ricordo Locatelli quando è arrivato qui al Sassuolo (Possanzini è il secondo di De Zerbi, ndr) dal Milan, ha voluto un po’ di tempo”.

Poi Possanzini riavvolge il nastro e ritorna al passato. “Per me con la Reggina è stata come una favola. Annate irripetibili in cui si sono incastrate tantissime cose. L’anno della promozione è stato inaspettato, da non crederci. Il presidente Foti ci chiamava operai specializzati perché da fuori tutto sembravamo meno che calciatori, però poi eravamo giocatori veri. C’era qualcosa nell’aria di spettacolare. E poi c’era un certo Maurizio Poli, che i giovani di oggi dovrebbero conoscere. Lui aveva valori umani, ti trasmetteva la passione che trasudava. Pranza ancora alle 11? Eh, perché pensa che alle 15 ha ancora la partita. Magari a casa fa le entrate in scivolata alla moglie (ride, ndr)”.

Ma oltre all’annata della promozione c’è anche quella successiva. A Bologna un giovane Pirlo, appena entrato, serve Possanzini che si invola e batte il portiere: quel gol vale la prima vittoria della Reggina in Serie A della sua storia. Dicono assist di Pirlo a Bologna? Sto c***o!afferma l’ex giocatore ridendo – Me l’ha passata a centrocampo, ne ho dovuti saltare otto. Poi mi stavano pure fischiando ed ero avvelenato, quindi dopo il gol ho fatto le corna, ma non lo sa nessuno. La mano alta in tv la tagliano durante la mia esultanza, non si vede, ma ho fatto le corna. Mi avrebbero squalificato già dopo la prima partita in A. A parte gli scherzi, comunque, sono convinto che Andrea diventerà un grande allenatore”.

Poi un passaggio sul suo di futuro: “Mi appaga quello che faccio, vivo alla giornata e mi diverto così. Per ora faccio il secondo a De Zerbi e mi godo le giornate. Se si programma troppo si lavora male”.

Ieri, come ampiamente documentato su queste pagine, si è tornato a parlare di lavori per modernizzare lo stadio Granillo. A Reggina Tv, ieri, Fabio De Lillo ha parlato di impianto simile a quello del Sassuolo, il Mapei Stadium. “E’ uno stadio che ti fa sentire di appartenere a qualcosa – afferma Possanzini – Per le famiglie è tutto più facile, anche se a Sassuolo il calcio non è vissuto come a Reggio. Lo stadio non avvicina solo il tifoso ma anche la mamma, che va al centro commerciale, o i bambini. Coinvolge tutti. Sarebbe una cosa bella se il calcio andasse in questa direzione”.

In ultimo, un doppio augurio: Spero di vedere la Reggina in Serie A, ma con le porte dello stadio aperte”.