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Reggina-Empoli, Baroni: “Non avevamo mai corso così tanto, ma la nostra partita è finita al 22′”

marco baroni Foto di Federico Proietti / Ansa

L’allenatore della Reggina Marco Baroni, il giorno dopo la sconfitta interna al Granillo contro l’Empoli, ha parlato a “Tutti Figli di Gallo”

Dopo le partite dormo poco, indipendentemente dalla prestazione. Ho già guardato la partita del Pisa, anche“. Marco Baroni ha già archiviato l’Empoli, così come aveva archiviato le partite vinte, ma lavorerà con la squadra – ovviamente – sugli errori da non commettere già a partire dalla sfida di sabato.

L’allenatore della Reggina, intervenuto a “Tutti Figli di Gallo”, ha parlato del match di ieri: “E’ stata la partita che temevo – dice – Abbiamo finito di giocare al 22′, ma fino a quel momento avevamo fatto bene. Abbiamo palleggiato molto, troppo anche guardando l’avversario. Successivamente al gol, però, è successo quello che io temevo. Gli abbiamo concesso troppe transizioni, abbiamo perso distanze ed equilibrio. Il gol si poteva trovare ma anche prendere. La compattezza è la prima risorsa importante per far bene in questo campionato, a maggior ragione contro un avversario strutturato e anche molto veloce. Abbiamo provato a vincere una partita importante, ma per come si è messa ci darà degli insegnamenti importanti, tra cui non perdere equilibrio e compattezza. Nel disequilibrio puoi anche vincere ma alla lunga non porti mai a casa continuità di risultati“.

Poi, ma lo aveva già fatto alla vigilia, mister Baroni elogia anche i meriti dell’avversario, primo non per caso, ed evidenzia gli errori dei suoi: “E’ la partita in cui abbiamo corso di più in assoluto, ma quando ti disunisci questo succede. Abbiamo anche attaccato, ma senza equilibrio. Magari se vai in vantaggio puoi gestire, ma se prendi il gol poi non devi concedere troppo. Prima della partita, in conferenza stampa, avevo dato dei numeri: l’Empoli in questo momento si sta proiettando a un record storico, non si perde una partita dopo 26 turni – tra l’altro interrotta a metà – se non ci sono dei valori. E’ una squadra di A e andrà in A. Questo però lo sapevamo. Quando avevo detto che non bisogna sbagliare niente mi riferivo anche al primo gol, in cui abbiamo fatto tre errori“.

Poi la chiosa finale: “La sconfitta a me non piace mai, ma come dico sempre ai ragazzi e a me stesso, se non vinco imparo“.