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Ponte sullo Stretto, il Presidente degli Ingegneri: “possiamo collegare Sicilia e Tunisia, figuriamoci Reggio e Messina. Strutture così le fanno in tutto il mondo le eccellenze italiane, non possiamo dire sempre di no”

ponte sullo stretto Foto ANSA

Il dott. Zambrano al fianco dei cittadini di Messina e Reggio Calabria: “il Ponte sullo Stretto è un loro diritto. Dire che costruirlo sia pericoloso o difficile, francamente, è sbagliato. L’ingegneria sismica nasce in Italia, abbiamo tutte le conoscenze per dire che si può fare in sicurezza”

Hanno spiazzato tutti le frasi pronunciate ieri dal ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Enrico Giovannini, che ha anticipato l’assenza del Ponte sullo Stretto tra le opere finanziabili con il Recovery Fund. L’ennesimo sgambetto nei confronti della Sicilia, della Calabria e in più nello specifico di Messina e Reggio, con il Sindaco Cateno De Luca che ha affermato di essere pronto a mobilitarsi per quella che considera una vera e propria presa in giro. E, ascoltando le parole di Armando Zambrano, Presidente del Consiglio Nazionale Ingegneri, sembra proprio che il primo cittadino abbia ragione. “Lo Stato deve farsi carico delle esigenze di tutti i cittadini ed il Ponte non è un problema esclusivo della Sicilia ma di tutto il Paese. Non esiste altra nazione al mondo che abbia una situazione di 3km di divisione del continente rispetto ad un’area più piccola, quella siciliana, che non abbia visto un collegamento stradale e ferroviario. Possibile che solo l’Italia non capisce l’importanza di un intervento del genere?”, ha esordito nel corso della trasmissione ‘Coffee Break’ in onda su La7.

Il dott. Zambrano ha poi spiegato l’importanza del Ponte sullo Stretto: “l’opera riqualificherebbe Messina e permetterebbe alla città di avere un collegamento rapido con la Penisola, credo sia un diritto dei cittadini meridionali che hanno lo stesso valore di tutti gli altri. Dire che costruire il Ponte sia pericoloso e difficile, francamente, è sbagliato. L’ingegneria sismica nasce in Italia, abbiamo tutte le conoscenze, le esperienze, per dire che se si fa un ponte, si può fare in sicurezza. Tutto il resto è opinione. Il Ponte è la scelta più meditata già da diversi anni fa, quando furono studiate e valutate le varie soluzioni, ed oggi le conoscenze che abbiamo spingono ancora per questa tesi”.

Infine Zambrano ricorda che il Governo italiano sta anche valutando un possibile collegamento tra l’Isola e l’Africa: “c’è uno studio di fattibilità dell’ENEA (Agenzia Nazionale per le nuove Tecnologie, ndr) che prevede la costruzione di un ponte tra la Sicilia e la Tunisia. Non è follia. Oggi si può fare anche quello. Immaginate che valore assumerebbe l’Italia nel collegamento tra Europa e Africa. Il gioco vale la candela e c’è anche la certezza che l’infrastruttura si autofinanzia nel corso del tempo. Il Ponte sullo Stretto prevedeva all’epoca un costo 3.5-4 miliardi di euro, oggi forse ce ne vorrà qualcuno in più, perché bisogna aggiungere l’alta velocità e tutti i passaggi per arrivare alla costruzione con le pendenze necessarie, ma io non credo che l’Italia sia spaventata da questo. Soprattutto ora che con il Recovery Fund l’Europa ce lo chiede. La realizzazione del Ponte è fattibile e si inquadra in quello scenario di opere iconiche all’interno di un Paese che non riesce ad esprimere la propria forza e identità”.