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Morto Raoul Casadei, il re del liscio: lottava contro il Covid dallo scorso 2 marzo

Foto di Daniel Dal Zennaro / Ansa

È morto Raoul Casadei, il re del liscio italiano: l’artista romagnolo era ricoverato in ospedale, dallo scorso 2 marzo, dopo aver contratto il Coronavirus

Il mondo della musica italiana piange la morte di Raoul Casadei. Il re del liscio si è spento nelle ultime ore a causa delle complicazioni dovute al Coronavirus che, dallo scorso 2 marzo, lo aveva costretto al ricovero presso l’ospedale Bufalini di Cesena. Insieme a lui erano stati contagiati anche gli altri membri della famiglia. Le sue condizioni, inizialmente non preoccupanti, si sono complicate nel corso dei giorni fino al decesso di questa mattina. Aveva 83 anni.

Si era appassionato alla musica a soli 16 anni. Sul finire degli anni ’50 aveva preso parte ai primi spettacoli dell’Orchestra Casadei guidata dallo zio Secondo. Nel 1971, alla morte dello zio, ha preso in mano l’orchestra diffondendo nel mondo il genere musicale del liscio secondo i valori di famiglia, amore e amicizia ben radicati nella tradizione romagnola. Risale al 1973 uno dei suoi più grandi successi: Ciao mare. Negli anni successivi: Simpatia, La mazurka di periferia, Romagna e Sangiovese, Romagna Capitale, Tavola grande. L’Orchestra Casadei, sulla cresta dell’onda, partecipa per la seconda volta al Festivalbar (1973), esordisce al Festival di Sanremo (1974) e a Un disco per l’Estate (1975).