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Messina, De Luca: “non siamo più disponibili a rinunciare al Ponte sullo Stretto, Draghi chieda una deroga all’Europa”

cateno de luca sindaco messina

“Inserire il Ponte sullo Stretto all’interno dell’elenco di opere finanziali con il Recovery Fund è necessario”: lo ha ribadito il Sindaco di Messina Cateno De Luca durante l’intervento agli Stati generali delle città del Sud, organizzato dal ministro Mara Carfagna

Non ci sta che Messina subisca l’ennesimo furto. Non ci sta che per l’ennesima volta i suoi cittadini vedano andare in frantumi il sogno della realizzazione del Ponte sullo Stretto. Ha alzato la voce nei giorni scorsi il Sindaco Cateno De Luca che anche oggi, durante l’intervento agli Stati generali delle città del Sud organizzato dal ministro Mara Carfagna, ha chiesto di intraprendere qualsiasi strada pur di inserire l’opera all’interno del Recovery Plan“Siamo di fronte ad un piano straordinario per il quale le città giocano un ruolo importante – ha affermato De Luca – . Gli enti locali sono partner indispensabili all’interno della sfida per il Recovery Plan e Messina per questo ha presentato un piano di investimenti per opere cantierabili per un totale di 682 milioni di euro. All’interno ci sono tutte le opere collegate al Ponte sullo Stretto per oltre 1.6 miliardi di euro, spese già pagate dallo Stato, che gridano vendetta e dovranno esseri utilizzati tra le due sponde. La via maestra per spendere bene e subito nasce dagli accordi tra Stato ed Autonomie territoriali e con il relativo conferimento di poteri commissariali ai sindaci delle città Metropolitane con deroghe specifiche sugli appalti”.

“Mi auguro che al Meridione venga dato ciò che gli tocca secondo le indicazioni dell’Europa, cioè il 70% delle risorse del Recovery Fund, al contrario di come era indegnamente previsto nelle ipotesi del Governo Conte – ha proseguito De Luca – . In data 20 marzo ho inviato una nota al Premier Draghi per chiedere all’Europa di modificare il regolamento secondo cui le opere devono essere costruite entro il 31 dicembre 2026, spostandolo al 31 dicembre 2030 per quelle infrastrutture che hanno valenza strategica per gli Stati membri che ne fanno richiesta. Il ricorso alla deroga dovrà essere utilizzato ovviamente per il Ponte sullo Stretto a cui non siamo disponibili a rinunciare. Non accettiamo che i miliardi, peraltro già spesi, favoriscano uno sperpero ulteriore del denaro pubblico. Sottolineo la necessità di inserire l’infrastruttura all’interno del Pnrr, chiedendo una deroga che non mette di certo a repentaglio la finalità del Recovery Plan. Le auguro, ministro Carfagna, di rappresentare il simbolo del riscatto del Sud”.

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