fbpx

Martina Caruso, profumo di Sicilia. La chef stellata si racconta a StrettoWeb: Salina, il Signum e un Cornetto che porta il suo nome [INTERVISTA]

Martina Caruso si racconta a StrettoWeb: l’isola di Salina, l’eccellenza del Signum, i sapori della Sicilia fra tradizione e innovazione

Immaginate di scartare un bel gustoso Cornetto Algida, dargli un morso e chiudere gli occhi. Gelato panna e ricotta, una nota d’arancia, cialda alla canella e la squisita granella di pistacchio. Un morso dopo l’altro vi ritrovate in Sicilia, con il calore del sole che vi accarezza il viso e l’odore del mare che vi solletica l’anima. Il merito di questo viaggio extrasensoriale è di Martina Caruso, giovane chef stellata che ha firmato la nuova limited edition per l’estate 2021 del mitico Cornetto Algida, ispirato al cannolo siciliano, ribattezzato ‘Cornetto Caruso’. Carattere deciso, ma frutto di un mix di eleganza e ricercatezza: descrizione perfetta tanto del gelato, quanto di Martina.

Lei è un’eccelenza della Sicilia. Appena adolescente ha ben chiaro in mente che il suo futuro sarà in cucina. Investe nella sua formazione personale ai fornelli, lascia l’isola periodicamente per crescere personalmente e professionalmente: entra a contatto con chef del calibro di Antonello Colonna, Alessandro Pipero, Gennaro Esposito in Italia, Jamie Oliver a Londra e Pedro Miguel Schiaffino in Perù. Grandi maestri, mai quanto il papà, primo a guidarla nelle cucine del Signum, l’hotel che oggi guida insieme al fratello Luca. Nel 2016 la prima stella Michelin; nel 2019 il premio come ‘Miglior chef donna Michelin’; nel 2020 e nel 2021 viene inserita fra i 100 migliori chef al mondo. Oggi Martina si racconta a StrettoWeb in un viaggio attraverso la sua esperienza personale in cucina e i sapori della Sicilia.

Martina Caruso, la bellezza dell’isola di Salina e la sua perla: l’hotel Signum

La storia di Martina è legata a Salina, l’isola più verde delle Isole Eolie, la seconda più grande dopo Lipari, meta turistica e gastronomica. Fa da sfondo al film ‘Il Postino‘ di Massimo Troisi, conquista i palati con le sue specialità quali i capperini di Salina, presidio SlowFood, e la gustosa Malvasia. La sua perla è il Signum, l’hotel della famiglia Caruso. “Nasce nel 1988, un anno prima di me. – racconta Martina –  Era un sogno dei miei genitori: mia madre si occupava dell’accoglienza dell’hotel e mio padre era in cucina. Da piccolo hotel, negli anni ha iniziato ad allargarsi fino al giorno d’oggi in cui mio fratello si occupa della ristorazione e dell’accoglienza mentre io sono in cucina. È una struttura a gestione familiare ma abbiamo anche molti collaboratori che lavorano con noi, una bella squadra”.

La chef ci spiega che venire a Salina è un viaggio e come ogni viaggio va fatto attraverso un percorso, in questo caso culinario. Il Signum presenta 3 ‘vie del gusto’, la chef fa da guida: “abbiamo 3 menù degustazione da 5, 7 e 9 portate. Scegliere uno di questi menù degustazione è un’esperienza ricca di sapori. Se dovessi scegliere un piatto, io sono amante dei primi, consiglio una linguina con latte di mandorla e vongole, connubio terra e mare”.

Martina Caruso, la Sicilia nei piatti fra innovazione e rispetto della tradizione

Parlando con Martina, è evidente come nei suoi piatti ci sia riflessa la Sicilia. La giovane chef descrive la sua cucina come: “fresca e leggera, nella quale adopero le materie prime locali dal pesce al vegetale, sapori mediterranei e una contaminazione della tecnica e non dell’ingrediente principale. Una cucina che punta molto sulla materia prima locale. In cucina bisogna avere rigore, professionalità e non può mancare l’unicità. Fantasia e ispirazione sono altresì fondamentali per i piatti“.

Regola numero 1: il rispetto della tradizione. “Noi abbiamo una base importante che è la cucina italiana, la cucina regionale: è fondamentale non abbandonare la cucina della tradizione ed averla sempre come base, innovare con l’ispirazione ma senza mai stravolgere del tutto l’ingrediente. La mia idea è quella di rispettare sempre la tradizione e la materia prima“, sottolinea Martina che in merito alla popolarità che negli ultimi anni ha raggiunto la cucina, fra reality show e programmi che spingono in molti a tentare la strada dei fornelli, dichiara “per prima cosa dico che ogni mestiere deve piacere a chi lo svolge. Il vero mestiere non è comunque quello che si vede in tv: è un servizio al ristorante, le attività della vita quotidiana, comprare gli ingredienti. Ci sono comunque delle persone che si appassionano davvero e trovano la propria strada, l’importante è restare umili e divertirsi in quello che si fa”.

Martina Caruso, la situazione Covid e un messaggio che fa riflettere

Per concludere abbiamo chiesto a Martina, in qualità di chef stellata e dunque una delle massime rappresentati della categoria, un parere su quanto sta accadendo in Italia durante la pandemia. Cambi di colore, nuovi DPCM, aperture e chisure di settimana in settimana hanno messo in ginocchio il settore della ristorazione. Il messaggio della chef siciliana fa riflettere: “non si può continuare nell’incertezza e nel vivere alla giornata. Oggi siamo gialli, domani arancioni, dopodomani rossi. Non si può organizzare una cucina, un lavoro, una famiglia in questo modo. Bisogna avere delle idee chiare, una veduta più ampia, così ogni ristoratore può decidere se aprire o non aprire. Non si può chiudere dall’oggi al domani un ristorante con delle materie prime all’interno“.