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L’isola di Stromboli: storia, fascino e tradizioni del “Faro del Mediterraneo”. Dalle suggestive spiagge nere all’energica attività vulcanica [FOTOGALLERY]

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  • Strombolicchio - Foto di Francesco Saya / Ansa
    Strombolicchio - Foto di Francesco Saya / Ansa
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La storia, le origini e le bellezze di Stromboli: il viaggio di StrettoWeb all’interno dell’isola più a nord dell’arcipelago eoliano

Altro viaggio della redazione di StrettoWeb in mezzo alle Isole Eolie. E’ la volta di Stromboli (Struògnuli in siciliano) l’isola più a nord dell’intero arcipelago eoliano. Si trova nel bacino Tirreno del mar Mediterraneo occidentale e si estende su una superficie di 12,2 km². A pochi metri è presente l’isolotto disabitato di Strombolicchio, una sorta di castello sul mare, residuo di un antico cono vulcanico che ospita un faro della Marina. Per gli amanti del brivido è possibile raggiungere la punta più alta del faro, tramite una scala di 200 gradini, dove si trova un trampolino alto 57 metri.

Geografia del territorio e paesaggio: Strombolicchio, l’origine del cono vulcanico, la suggestiva Ginostra e le affascinanti spiagge

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Strombolicchio – Foto di Francesco Saya / Ansa

Per molto tempo si è pensato che Strombolicchio fosse un secondo cratere di Stromboli. In realtà, però, è solo il cono da cui ha avuto origine l’isola – circa 200 mila anni fa – emergendo dal mare. L’edificio vulcanico raggiunge i 926 metri sul livello del mare e 1700 al di sotto. Le formazioni rocciose sono date dall’attività di quattro vulcani, che hanno rappresentato la storia d quest’isola: Paleostromboli (I, II, III), il complesso Scari Vacori, il Neostromboli e il Vulcano Sciara, cioè quello presente attualmente. Il punto più alto attualmente è la Cresta Vancori (924 m s.l.m.). L’Isola è suddivisa in tre centri abitati: Scari (San Vincenzo), Ficogrande, Piscità.

Protagoniste della geografia e del paesaggio dell’isola sono le suggestive spiagge, già di per sé uniche grazie alla presenza della sabbia nera e alle tantissime rocce presenti all’interno del panorama marittimo, al fianco ovviamente di una vegetazione naturale mozzafiato.

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Foto di Alessandro Di Meo / Ansa

Le spiagge più importanti a Stromboli sono quella di Ficogrande, Piscità, Scalo Balordi, Grotta di Eolo, Castriota. Vicino a Ginostra si trova poi la spiaggia Lazzaro, molto famosa per le immersioni, mentre la più bella e affascinante è senza dubbio quella di Forgia Vecchia, caratterizzata da un mare calmo e cristallino.

L’origine del nome di Stromboli: per gli abitanti è “Iddu”

Il termine Stromboli è l’unione della parola greca “Strabone” e di quella latina “Plinio” con accostamento a “Strombos”. L’etimo è il greco strongylós rotondo, per via della forma. Gli abitanti lo chiamano anche “Iddu” (“lui” in dialetto siciliano), mentre sempre in siciliano “strummulu” significa trottola.

Stromboli, “Il faro del Mediterraneo” e la sua energica attività vulcanica

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Foto di Eva Spampinato / Ansa

Stromboli è ritenuto uno dei vulcani più attivi al mondo a causa della sua continua attività vulcanica – considerata per questo “stromboliana” – che va avanti da 2 mila anni. Questo è il anche il motivo per cui l’isola è chiamata “Il faro del Mediterraneo“. L’attività vulcanica è talmente persistente da “regalare” esplosioni ogni 10-20 minuti. Queste, che possono raggiungere anche diversi metri di altezza, hanno origine da diverse bocche, e i crateri sono caratterizzati da esplosioni “maggiori” e “parossistiche”. Comportano ovviamente la caduta di materiali pesanti e, nel caso delle esplosioni “parossistiche” – ripetendosi queste a distanza di qualche anno – i detriti rilasciati possono raggiungere anche zone più basse e quindi i centri abitati. Oltre al rilascio di materiali, frequenti sono le frane provocate dalle eruzioni, che a sua volta possono innescare maremoti anche di una certa importanza.

Da un punto di vista storico, le eruzioni più pericolose della storia recente sono quelle del 22 maggio 1919 o del 1930, in cui ci furono morti e feriti. Di forte intensità furono anche quelle del 29 dicembre 2002 e dell’1 gennaio 2003. Mentre nell’ultima grande eruzione, quella del 14 gennaio 2013, l’isola fu evacuata.

La storia di Stromboli: i villaggi preistorici, il “boom” di fine ‘800 e la forte emigrazione successiva

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Foto Wikipedia

Stromboli è stata frequentata e abitata fin dall’antichità. Si hanno infatti evidenze della presenza di un importante villaggio preistorico a San Vincenzo e le popolazioni hanno sempre vissuto grazie alla produzione agricola del territorio e tipicamente mediterranee, tra cui olivo, vite (da cui si produce il “vino malvasia” del luogo), fichi, ma anche grazie alla pesca. Il territorio è arrivato a svilupparsi sempre di più fino ai 2.700 abitanti del 1891, ma da è seguito un periodo buio dal punto di vista economico: le continue eruzioni del primo ‘900, le condizioni economiche dopo l’Unità d’Italia e l’attacco della peronospora (una malattia delle piante che sterminò la coltura locale), infatti, hanno favorito l’emigrazione quasi totale degli abitanti verso Australi e America. La nuova rinascita si è avuta però dopo il film di Roberto Rossellini del 1949, “Stromboli terra di Dio“, che ha fatto riscoprire l’isola e le sue bellezze. Attualmente la popolazione si aggira intorno ai 400 abitanti. Ci sono le scuole elementari e medie per i pochi bambini e ragazzi dell’Isola, mentre per le superiori si dirigono a Lipari. L’unico mezzo di trasporto sono i veicoli elettrici, i motorini e le api. Le strade sono infatti caratterizzate da vicoli stretti e case piccole.

Leggermente staccato dal centro cittadino c’è Ginostra, piccolo borgo di pescatori raggiungibile solo a piedi o in barca. Nei periodi invernali ci abitano circa 40 persone e l’unico loro mezzo di trasporto è il mulo.

Come tutte le isole dell’arcipelago, anche Stromboli gode della spinta trainante del turismo, ma solo nei mesi estivi. E’ possibile raggiungere questo bellissimo pezzo di terra da Napoli, Lipari, Milazzo e Messina col traghetto ma anche in aliscafo da Messina, Reggio Calabria, Vibo Valentia e Tropea. E sono tanti i turisti provenienti da fuori che attraversano tutta l’isola grazie alla presenza di guide esperte. E, tramite le imbarcazioni, è anche possibile raggiungere Panarea, di cui abbiamo già ampiamente parlato in altra pagina.

Stromboli tra cinema e letteratura: i libri e i film con l’isola protagonista

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Foto di Alessandro Di Meo / Ansa

Tanti sono state, dal 1800 in poi, le opere letterarie e cinematografiche con l’isola protagonista. Da film che hanno interamente promosso Stromboli a piccoli frammenti di libri o scene che hanno visto un interesse parziale. Di seguito l’elenco

  • Il libro “Impressions de voyage – Le Capitaine Aréna” (1803) di Alexandre Dumas.
  • La conclusione di “Viaggio al centro della Terra” di Jules Verne del 1864 è ambientato a Stromboli.
  • Trelawny racconta nel libro “Records of Shelley, Byron and the Author” (1873) il passaggio di Lord Byron di fronte all’isola per ammirarne le esplosioni.
  • Nietzsche parla del vulcano nel capitolo “Dei grandi Eventi” della sua opera “Così parlò Zarathustra”.
  • Stromboli terra di Dio, film del 1950 di Roberto Rossellini.
  • Isole di fuoco, documentario del 1954 di Vittorio De Seta sulla vita nell’isola.
  • Mario Soldati e Gian Piero Bona collaborarono nel 1956 ad una pellicola girata nei pressi del vulcano. Ancora non ultimata, venne bocciata dalla censura e i due autori delusi la gettarono nel cratere del vulcano.
  • Alcune scene del film del 1993 “Caro diario”, di Nanni Moretti, sono ambientate a Stromboli.
  • A Stromboli è ambientato il noir “L’Isola che bruci”a (1997) di Gianni Farinetti.
  • Ne “La meglio gioventù” di Marco Tullio Giordana, Mirella, uno dei personaggi, proviene da Stromboli e a un certo punto torna ad abitarci.
  • A Stromboli sono state girate molte scene del film “Tutte le donne della mia vita” del 2007, regia di Simona Izzo con Luca Zingaretti.
  • A Stromboli sono state girate Scene della mini serie “Rino Gaetano – Ma il cielo è sempre più blu”.
  • Il documentario “La guerra dei vulcani” del 2011 tratta dei film “Stromboli terra di Dio” e “Vulcano”.
  • Jon Bilbao ambienta la sua raccolta di racconti “Estromboli” del 2016 sull’isola.

Un’isola immersa nel paradiso: Panarea, “l’epicentro della scena estiva più chic nel Mediterraneo”