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Il coprifuoco anticipato provocherà maggiori assembramenti?

Coprifuoco: se la fascia 20-21 è già abbastanza corposa immagino che caos ci sarebbe con un coprifuoco alle 19

Sono un semplice cittadino che vive le giornate tra lavoro ed incombenze, che ben conosce i ritmi giornalieri odierni. Mi domando se un eventuale coprifuoco anticipato potrebbe provocare maggiori assembramenti. Ci hanno detto, in estate, che bisognava dilazionare gli orari per evitarli. E’ stato ribadito, con tanto di dpcm, in occasione del periodo natalizio, invitando i negozi a chiudere più tardi. Adesso, senza ancora avere le idee chiare per una campagna vaccinale seria, ci dicono che forse conviene chiudere prima. Facile per chi ha l’inserviente e non sa che ancora alle 21 c’è gente che va al supermercato, gente come me che nella giornata lavora, e a volte approfitta anche degli esercizi che chiudono oltre le 21. E se la fascia 20-21 è già abbastanza corposa, immagino che caos ci sarebbe con un coprifuoco alle 19. Tutti a casa entro tale orario, con le attività che dovrebbero cessare alle 18.30, costringendoci a ritmi frenetici magari badando meno alle attenzioni anti contagio. Poi per chi lavora sarebbe un problema anche solo fare la spesa, servizio da sempre definito essenziale e che durante il primo lockdown non aveva limiti di orari, infatti mi recavo a fare la spesa dopo il lavoro, dopo le 19. Forse sarebbe utile sentire il parere di chi offre un servizio essenziale come gli alimentari per farsi un’idea. Ah, per essere più precisi, entro tale orario si deve fare tutto. Lavorare, fare la passeggiata al cane, fare la spesa ed altri acquisti necessari, avere a che fare con le problematiche di ogni giorno, badare alla crescita sana dei figli tra DAD e assenza di socialità…e forse , dico forse, ritagliarsi un minimo di spazio per lo svago, che alla salute e alla mente fa sempre bene. Da manicomio. Parliamoci chiaro, già adesso dopo le 22 ci sono tante auto in giro, non sono assembramenti sul lungomare, ma è segno che nel mondo di oggi servono orari dilazionati. Non vorrei trovarmi al supermercato piuttosto che in un’altra attività commerciale, a fare file alle 18.50. I colpevoli di eventuale contagio avrebbero nomi e cognomi. E’ trascorso un anno, ma sembra che il tempo non sia mai passato, eppure siamo più vecchi, la vita scorre e non bada ai DPCM o a questa o quella idea del virologo o politico di turno, tutti con la soluzione d’oro in mano che dopo qualche mese si rivela il nulla assoluto.