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I dati Istat relativi all’anno 2020 sono molto preoccupanti

L’Istat ha comunicato i dati statistici relativi all’anno 2020 sulla popolazione italiana. Alcuni di questi dati sono molto preoccupanti

Nelle scorse settimane l’ISTAT ha comunicato i dati statistici relativi all’anno 2020 sulla popolazione italiana. Alcuni di questi dati sono molto preoccupanti. Uno il particolare ha richiamato la mia attenzione quello che riguarda l’aspettativa di vita. Ma innanzitutto cos’è l’aspettativa di vita. E’ un dato numerico statistico che indica il numero di anni medio di speranza di vita che ha una persona.  E’ correlato con la mortalità infantile e con la mortalità evitabile. In sostanza poiché negli anni si è drasticamente ridotta la mortalità infantile, grazie ad un corretto stile di vita e soprattutto con i miglioramenti continui che ci sono stati in ambito sanitario, questa “speranza di vita” negli anni si è sempre allungata. Andando a curiosare sui dati e prendendo in esame gli ultimi cento anni notiamo aspetti molto interessanti. Dopo la Prima Guerra Mondiale e dopo gli effetti della pandemia nota come Spagnola (che purtroppo ha delle analogie con quella che stiamo vivendo in questi giorni) l’aspettativa di vita in Italia era di circa 65 anni. Poi abbiamo assistito ad un progressivo aumento di questo dato fino all’anno 1940, l’inizio della Seconda Guerra Mondiale. Durante questo periodo assistiamo ad una discesa dell’aspettativa di vita di oltre anni. Dal dopoguerra in poi nuovamente un miglioramento dei dati che  ha un’ impennata nell’ultimo decennio facendo passare il dato numerico dall’anno 2010 che era di 82,1 all’anno 2019 dove ha raggiunto di picco di 83,6 anni facendo diventare l’Italia il secondo paese al mondo dopo il Giappone per la speranza di vita.

Poi arriva il Covid-19. E qui, nuovamente, abbiamo dei numeri molto molto negativi. Il dato che ha comunicato l’ISTAT in questi giorni è drammatico. In un solo anno il terribile 2020 l’aspettativa di vita in Italia è scesa di 1 anno e 6 mesi ritornando a 82 anni. In pratica tutto quello che era stato guadagnato in nove anni grazie al miglioramento in ambito sanitario, sociale e grazie ad uno stile di vita più sano con una corretta alimentazione è stato vanificato a causa della pandemia. E se, come purtroppo appare molto probabile, anche nell’anno 2021 questo dato di enormi perdite di vite umane dovesse essere confermato, probabilmente si perderà un altro anno di speranza di vita scendendo sotto gli 81 anni. Di questo si dovrà necessariamente tenere conto in ambito previdenziale nel momento in cui si voterà una nuova legge pensionistica dal momento che all’attualità la legge Fornero lega la possibilità di andare in pensione all’aspettativa di vita, ma non ne prevede la diminuzione. Un altro dato molto negativo ma collegato a questo è stato il numero dei decessi totali avvenuti in Italia nell’anno 2020. Per la prima volta dalla fine della Seconda Guerra Mondiale si è superato il numero di oltre 720.000 decessi. Inoltre il numero delle nascite non ha assolutamente bilanciato il numero dei decessi. Anzi nell’anno appena concluso si è verificato il peggior dato riguardo alle nascite addirittura da 150 anni a questa parte. Da quando cioè esiste l’unità d’Italia e siamo in possesso di dati statistici. Nel 2020 le nascite sono state appena 400.000. Abbiamo avuto cioè in un solo anno un saldo negativo addirittura di 300.000 unità. Sono dati drammatici che una volta terminata questa pandemia il governo dovrà esaminare per provvedere immediatamente e cercare di risolvere il problema perché, altrimenti, in pochi decenni il nostro paese rischierà di perdere quell’importanza sullo scacchiere internazionale necessario per competere con gli altri paesi del mondo.