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Gratteri e la prefazione sul saggio di Bacco e Giorgianni: “nessuna tesi negazionista, nel mio ufficio mascherine e vaccinati”

Nicola Gratteri Foto di Giorgio Benvenuti / Ansa

Il procuratore di Catanzaro, Nicola Gratteri, intervistato da Repubblica.it dopo le critiche in merito alla sua prefazione al libro “Strage di Stato”

“Plexiglass in tutti gli uffici, dispenser di disinfettanti ogni cinque metri, sanificazioni regolari, accesso al pubblico limitato e tre nuove pec per il deposito degli atti. Questo non mi sembra certo l’ufficio di qualcuno che non crede nella pericolosità del Covid”. Lo ha detto il procuratore di Catanzaro, Nicola Gratteri, intervistato da Repubblica.it dopo le critiche in merito alla sua prefazione al libro “Strage di Stato” scritto da Angelo Giorgianni e dal medico Pasquale Bacco, per le sue posizioni sul Covid-19 che mettono in dubbio la gestione della pandemia in Italia. “Io negazionista? Ma se per l’Ufficio sono state acquistate migliaia di mascherine e siamo tutti vaccinati”, spiega Gratteri delineando una presa di posizione netta rispetto alle polemiche sorte in seguito al contributo dato dal procuratore al libro.

“Mi sono limitato a cogliere l’occasione che mi è stata offerta – ha detto ancora – per lanciare per l’ennesima volta l’allarme sulla pandemia come nuova occasione di crescita e guadagno per le mafie. Un tema che da troppo tempo viene ignorato”. La prefazione appare, infatti, come un compendio del libro “Ossigeno illegale”, scritto a quattro mani con il professore Antonio Nicaso nel quale si affronta il tema della pandemia vista come ennesima emergenza sfruttata dalla criminalità organizzata per accrescere potere e consensi. “Ho più volte sottolineato – scrive Gratteri nella prefazione al volume di Giorgianni e Bacco – l’urgenza del fare. Ne sono ancora più convinto, alla luce dei tanti contrattempi che rischiano di favorire le mafie, come è sempre successo con le pandemie e le calamità del passato che hanno finito per creare una sorta di economia e di politica della catastrofe. La ricostruzione è sempre stata molto più appetibile della prevenzione: garantisce infatti molti più margini di lucro. Il rischio dell’impasse e dei ritardi è quello di dover arrancare nel singhiozzo delle indagini, cercando di contrastare un’attività criminale alla quale non si deve fornire l’occasione di manifestarsi”.