fbpx

Edera esalta Reggio Calabria e la Reggina: “Qui c’è calore, vivono tutti per il calcio e fanno 15 mila spettatori”

edera reggina-salernitana

L’attaccante della Reggina Simone Edera, arrivato a gennaio in riva allo Stretto, si racconta esaltando la squadra, la città e i suoi tifosi

E’ stato uno dei nuovi arrivi a gennaio più “appariscenti”: grande talento, tante aspettative, ma poco utilizzo per dimostrarlo a tutti. E così Simone Edera ha deciso di attraversare l’Italia, da Torino a Reggio Calabria, per trovare più spazio. L’esterno della Reggina, intervistato da Toronews, ha parlato della sua nuova avventura in amaranto, in cui si trova benissimo. “La trattativa? Il direttore ed il mister, Taibi e Baroni, erano interessati a me come giocatore ed anche in funzione del modulo della squadra, il 4-2-3-1 o 4-3-3 – ha detto – Hanno chiamato il mio procuratore e la telefonata è stata subito girata a me. Li ho sentiti ed erano molto interessati a portarmi a Reggio: quelle chiamate sono state importanti per il mio approdo alla Reggina”.

Sul percorso di squadra da gennaio ad oggi e sull’assenza del gol: “Diciamo che stiamo facendo un buon percorso. Quando sono arrivato eravamo quartultimi, sono arrivati altri nuovi giocatori ed ora stiamo facendo veramente un bel finale di campionato. Al momento non mi rimprovero niente, anche se il gol sarebbe una cosa importante. In questo momento si potrebbe cercare con insistenza, ma partita dopo partita devo pensare a meritarmi di giocare ed indossare questa maglia. In campo faremo il possibile per salvare la Reggina e tenerla in Serie B anche l’anno prossimo. L’obiettivo è giocare il più possibile ed ovviamente anche segnare, non lo nego. Ma soprattutto rimettermi in forma e trovare la condizione. Questa è la cosa più importante per un ragazzo che in questi anni ha sì giocato, ma poco e subentrando. Da titolare ne ho giocate poche, sono venuto qui perché avevo bisogno di giocare, mettermi in mostra e far vedere chi è Edera“.

E’ il primo campionato di Serie B per Edera, che a Reggio ha trovato una seconda casa. “Sono tutti molto accoglienti – rivela al Sud c’è calore. Dispiace solo che non ci siano i tifosi, perché qui vivono per il calcio e fanno quindicimila spettatori. Con loro allo stadio sarebbe stato tutto diverso. Il campionato di Serie B – non pensavo – ma è davvero molto difficile. Puoi perdere contro tutti, dalla prima all’ultima in classifica. Se non giochi con cattiveria e con il giusto agonismo anche le partite che possono sembrare più facili diventano difficilissime e fai solo brutte figure. Non conoscevo questo campionato ma sono felice di giocarci”.