fbpx

Il Cosenza esclude il calciatore Pietro Santapaola per il “cognome ingombrante”: è il nipote del boss catanese Nitto

cosenza santapaola

Il giovane calciatore Pietro Santapaola è stato allontanato dal Cosenza a causa del cognome: è infatti il nipote del boss catanese Nitto

Una vicenda surreale e particolare è quella di cui si è reso protagonista il Cosenza. Il club rossoblu, impegnato nella lotta per non retrocedere in Serie B, ha infatti escluso il giovane calciatore Pietro Santapaola, 18enne prelevato a gennaio dal Messina ma già allontanato. Motivo? Un “cognome ingombrante“. Il giocatore, infatti, è il nipote del noto boss mafioso catanese Nitto Santapaola. A rendere nota la situazione, con tanto di stupore e sgomento, è l’avvocato Salvatore Silvestro, che annuncia di aver già interessato la giustizia civile e sportiva. Anche il padre risulterebbe legato ad ambienti criminali, ma non il figlio, il cui unico scopo è sfondare nel mondo del calcio.

E sembra esserci anche riuscito, visto il doppio salto dalla Serie D alla Serie B. Poi, dopo qualche mese di “normalità”, la decisione a inizio marzo del club: un dipendente della società lo avvisa, tramite whatsapp, della volontà di escluderlo, senza dare spiegazioni. “Pietro dal 3 marzo è stato completamente emarginato dalla squadra – le parole dell’avvocato Silvestro a Repubblica edizione Palermo – esclusivamente alla luce dei precedenti del padre. È stato trattato come un criminale, ghettizzato, e quando ho chiesto spiegazioni via mail al presidente del Cosenza non ho ricevuto alcuna risposta. Inoltre, la decisione, non gli è stata comunicata dal presidente, bensì da altri dirigenti”. Il legale del giocatore ha presentato denuncia ai carabinieri di Messina, alla Figc, alla procura federale e alla Lega di Serie B, mentre dal club non risultano al momento dichiarazioni ufficiali.