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Cosenza, dettagli agghiaccianti sulla morte di Denis Bergamini: “La fidanzata era gelosa e i genitori sapevano del piano criminoso della figlia”

  • Foto di Antonietta Belcastro / Ansa
    Foto di Antonietta Belcastro / Ansa
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Morte Denis Bergamini, emergono altri dettagli da parte della Procura di Castrovillari sulla vicenda che ha colpito l’ex giocatore del Cosenza

Sono passati più di 30 anni dalla morte dell’ex calciatore del Cosenza Denis Bergamini, trovato morto la sera del 18 novembre 1989 sotto le ruote di un camion al km 401 della Statale 106 all’altezza di Roseto Capo Spulico, ma la verità non è ancora emersa. Si è parlato di suicidio e di incidente stradale, si è messo di mezzo il totonero o lo spaccio di droga. Ma secondo la Procura di Castrovillari, che ha ricostruito la vicenda con un’informativa di 1700 pagine, si è trattato di omicidio. Movente passionale alla base dell’inchiesta aperta 6 anni fa dall’ex procuratore di Castrovillari Eugenio Facciolla e poi proseguita e chiusa dal pm Luca Primicerio. Si ipotizza un possibile tentativo di vendetta – da parte dell’ex fidanzata Isabella Internò, l’unica presente nel registro degli indagati – per la fine del rapporto amoroso voluta dal calciatore, che però lei non aveva mai accettato.

Lei era gelosa e possessiva, si legge nei vari stralci dell’informativa ripresi da La Stampa: “Ho sempre voglia di te e quando mi dici che magari non puoi venire, sto tutto il pomeriggio a pensarti“, scriveva la Internò nelle lettere d’amore per Denis. “Ricorreva a forme di controllo continue e asfissianti, tipo quella di nascondersi per spiare Denis quando rientrava a casa, di annusare i vestiti per accertarsi di eventuali profumi di altre donne, di sottoporlo a perquisizioni“, si legge ancora nell’informativa.

Altro dettaglio agghiacciante segnalato dalla procura è quello del coinvolgimento indiretto dei genitori: “Si ritiene – si legge – che i genitori della Internò fossero a conoscenza del piano criminoso della figlia, ma la loro partecipazione non può essere ritenuta una mera connivenza passiva. Per quel che riguarda gli altri complici, ovvero i due giovani visti sulla scena del crimine subito dopo la commissione del reato, si ritiene che essi siano da ricercare sempre nella famiglia più stretta della Internò, ma i dati raccolti non consentono di addivenire all’individuazione di costoro“.