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Coronavirus, Sileri: “Dopo Pasqua le cose andranno meglio, da maggio tutta Italia in giallo e qualcuno in bianco”

Pierpaolo Sileri Foto Maurizio Brambatti / Ansa

Coronavirus, parole di fiducia e ottimismo quelle espresse dal sottosegretario alla Salute Pierpaolo Sileri

Il sottosegretario alla Salute Pierpaolo Sileri invita all’ottimismo e si dice fiducioso in merito all’emergenza Coronavirus, ai vaccini, alle restrizioni e alla bella stagione. Parlando a Rtl, a “Non Stop News“, Sileri ha spiegato che dopo Pasqua le cose andranno meglio. Il Governo si è preso il rischio di riaprire la scuola, è un passo avanti. Andando avanti con le vaccinazioni prenderemo altri rischi, moderati, molto bassi, che vuol dire che si procederà con altre aperture. A maggio sarà meglio innanzitutto perché avremo un numero importante di cittadini che hanno ricevuto la prima e molti la seconda dose. In più arriva il vaccino migliore per questo virus che è la bella stagione, lo abbiamo già visto lo scorso anno. Perché non dobbiamo credere di poter vivere quello che sta vivendo oggi l’Inghilterra, e cioè riprenderci la nostra libertà? Avremo un’estate con un po’ di normalità”.

Sui vaccini, dice, “la riluttanza della popolazione in generale verso il vaccino è comprensibile e giusta, chi non è medico può avere dei dubbi e il nostro compito è quello di spiegare. Non è comprensibile per quelli che hanno studiato anni alla Facoltà di Medicina e Chirurgia, e se questi sono riluttanti vuol dire che i genitori hanno buttato via i loro soldi per farli studiare. Gli operatori sanitari che rifiutano il vaccino non credono nei fondamenti della medicina. La ricerca per il vaccino è stata fatta velocemente, ma non vuol dire che non sia una buona ricerca. I fondi sono stati tanti, i risultati sono validi. Non bisogna aver paura del vaccino – ha sottolineato il medico – Non si sa quanto dura, non possiamo saperlo con certezza, un anno o 2 anni, magari dovranno essere fatti dei richiami, ma è quello che abbiamo, è un’arma di difesa e al massimo vorrà dire che il prossimo anno dovremo rivaccinarci. E’ vero però che se raggiungiamo l’immunità di gregge il virus circola meno, e si creano meno varianti o il virus si modifica verso una variante molto più semplice. Magari non servirà più il vaccino”.

Facciamo un ultimo sforzo “e poi, se il diavolo e le varianti non ci mettono le corna, da maggio tutta l’Italia sarà in giallo e qualche Regione anche in bianco, ha invece detto in un’intervista al ‘Corriere della Sera’ Il trend “è in lieve miglioramento, segno che le misure restrittive stanno funzionando ma è un dato ancora iniziale che va consolidato. Dobbiamo scendere di molto con l’Rt. Servono altre tre settimane per tornare a una situazione più tranquilla. Le vaccinazioni stanno aumentando e dobbiamo dare il tempo di raggiungere una quota sufficiente di persone. A metà aprile 14-15 milioni di persone avranno ricevuto almeno una dose. Il 50% degli anziani ha ricevuto almeno una dose e il 23% la seconda. E’ chiaro che ci sono squilibri tra Regioni, ma tra due settimane il 50% avrà ricevuto le due dosi e l’80% una dose. La Lombardia ha avuto problemi ma ha già vaccinato un milione di anziani tra 70 e 79 anni. La percentuale è bassa ma il numero è cospicuo. Aprire le scuole è un rischio calcolato, basso. E’ chiaro che la variante inglese circola tra i più giovani, ma nel frattempo stiamo mettendo in sicurezza gli anziani e i fragili. Ora ci sono anche gli anticorpi monoclonali che sono ottimi per i malati più gravi. Le terapie intensive si svuoteranno e anche chi ci finirà avrà un’età inferiore e una permanenza più breve”.