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Coronavirus, Emirati Arabi paradiso anti-Covid: principesse, tycoon e miliardari arrivano da tutto il mondo per vaccinarsi

Ansa / EPA

Principesse, tycoon e miliardari volano negli Emirati Arabi per vaccinarsi: i ricchi di tutto il mondo ‘saltano la fila’ a suon di milioni

In Italia abbiamo avuto a che fare con diversi ‘furbetti del vaccino’, persone che non avevano diritto di priorità alle dosi rispetto alle fasce indicate dal piano vaccinale, ma che hanno trovato il modo, illegalmente, di superare la fila e mettersi al sicuro dall’emergenza Coronavirus. Una pratica diffusa in tutto il mondo, diventata in alcune zone addirittura sistematica e legale. Basta avere uno status elitario e tanti soldi.

Principesse reali, miliardari, tycoon, importanti dirigenti d’azienda e vip di tutto il mondo sono volati verso Abu Dhabi, negli Emirati Arabi, per avere accesso al vaccino con maggior celerità. È quanto sostiene un’inchiesta del Financial Times. Nei giorni scorsi è emerso che le principesse Elena e Cristina di Spagna, sorelle del Re Felipe VI, sono andate a vaccinarsi negli Emirati Arabi lo scorso agosto, nel corso di una visita al padre Juan Carlos che vive nel Paese.

La famiglia reale emiratina e i principali funzionari del governo sono già stati vaccinati, così come 6 dei 10 milioni di abitanti, dunque le abbondanti dosi del vaccino presenti sul territorio vengono concesse ad una ristretta elite di non residenti. Ne ha usufruito anche Claudio Descalzi, amministratore delegato di Eni, insieme ad altri top lanager del gruppo. “E’ stato fatto a scopo di lavoro“, ha spiegato un portavoce del gruppo al quotidiano britannico. “Non era mia intenzione vaccinarmi, ma siccome me lo hanno offerto, ho accettato volentieri“, ha detto il finanziere britannico Ben Goldsmith al quotidiano. “Gli Emirati vaccinano chiunque lo chieda. A noi è successo di essere nel posto giusto al momento giusto“. Al banchiere canadese Mark Machin è andata male: la notizia del suo viaggio ad Abu Dhabi lo ha costretto alle dimissioni a causa della violazione delle norme relative al lockdown nel Paese.