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Coronavirus, i DATI Reuters confermano il modello della Svezia e l’inefficienza del lockdown: “nel 2020 tasso di mortalità tra i più bassi d’Europa”

coronavirus svezia Foto di Jonathan Nackstrand / Ansa

Nonostante la Svezia non abbia mai attuato pesanti misure restrittive, il bilancio ufficiale delle vittime del Covid-19 in Svezia è di oltre 13.000, in percentuale un dato inferiore a quello dell’Italia: l’analisi delle statistiche dell’agenzia Reuters

Più volte nel corso di questi mesi abbiamo messo a confronto le decisioni adottate dal governo italiano con quello svedese nella lotta alla pandemia del Coronavirus, e adesso arrivano altri numeri ufficiali. Il paese scandinavo, che non ha mai adottato il lockdown, ha mostrato un aumento minore del suo tasso di mortalità complessivo rispetto alla maggior parte dei paesi europei. Lo rivela un’analisi con dati ufficiali, resi noti dall’agenzia Reuters. Gli esperti di malattie infettive hanno detto che “i risultati non potevano essere interpretati come prove del fatto che il lockdown non fosse necessario, ma hanno riconosciuto che potrebbero indicare come la posizione generale della Svezia nella lotta all’epidemia abbia meriti che vale la pena studiare. Questi dati sollevano dubbi sull’uso dei blocchi”. Un grande vantaggio questo in termini di ripresa economica per una Nazione che, così, può permettersi di preparare la ripartenza in anticipo rispetto ad altri Stati.

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Foto di Jonathan Nackstrand / Ansa

La scorsa settimana ad esempio, la Francia ha esteso i blocchi per l’aumento dei casi di Coronavirus e gli alti tassi di morte, mentre Angela Merkel in Germania ha chiesto scusa ai cittadini e deciso in extremis di annullare il lockdown annunciato per Pasqua. Molti europei inoltre hanno accettato i blocchi come ultima risorsa, vista l’incapacità di tenere sotto controllo l’epidemia con altri metodi, negli ultimi mesi queste mosse hanno provocato proteste di piazza a LondraAmsterdam, solo per citare alcune importanti città. La Svezia, nel frattempo, ha fatto affidamento principalmente su restrizioni volontarie incentrate sul distanziamento sociale, una buona igiene e regole mirate che hanno mantenuto scuole, ristoranti e negozi ampiamente aperti. Un approccio che ha risparmiato all’economia molti dei danni subiti altrove in Europa. I dati preliminari dell’agenzia statistica dell’UE Eurostat compilati da Reuters hanno mostrato che la Svezia ha avuto il 7,7% di morti in più nel 2020 rispetto alla media dei quattro anni precedenti. I Paesi che hanno optato per diversi periodi di rigorosi blocchi, come la Spagna e il Belgio, hanno registrato la cosiddetta mortalità in eccesso del 18,1% e del 16,2% rispettivamente. Ben 21 dei 30 paesi con statistiche disponibili avevano una mortalità in eccesso più elevata dello Stato scandinavo.

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Foto di Jonathan Nackstrand / Ansa

La popolazione svedese è anche generalmente più sana della media dell’UE, con un’aspettativa di vita di 82,6 anni stando alle statistiche del 2018, rispetto a una media di 81,0 anni nell’UE. La strategia della Svezia è stata pesantemente criticata da alcuni (nella Svezia stessa e soprattutto all’estero) per essere sconsiderata e non sufficiente a proteggere i gruppi vulnerabili dalla malattia. Il governo e le autorità sanitarie hanno ammesso di non essere riusciti a proteggere gli anziani svedesi, ma hanno comunque affermato di aver fatto il possibile per sopprimere la malattia, tenendo in considerazione anche la salute generale della popolazione. Il bilancio ufficiale delle vittime del Covid-19 in Svezia è di oltre 13.000, anche se alcune persone potrebbero essere morte per cause diverse dalla malattia, comunque in percentuale un dato inferiore all’Italia, Paese che ha invece adottato delle misure molto più restrittive.