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Caso Lara Lugli, la pallavolista resta incinta e la società le chiede i danni. Carfagna: “lo sport rispetti la maternità”

mara carfagna Foto Ansa / Giuseppe Lami

Mara Carfagna esprime la sua solidarietà a Lara Lugli, pallavolista che si è vista chiedere i danni dalla società poichè rimasta incinta durante la stagione

Restare incinta è considerata una mancanza di professionalità. Come aver assunto cocaina e risultare poi positiva all’antidoping“. L’amara constatazione che la pallavolista Lara Lugli ha fatto a ‘La Repubblica’ raccontando la sua storia personale diventata in poco tempo virale. Nella stagione 2018-2019, la pallavolista si è vista rescindere il contratto dalla squadra volley Pordenone poichè rimasta incinta, una pratica tristemente diffusa nello sport femminile. Successivamente Lara Lugli si è vista chiedere i danni dalla stessa squadra che la accusava di non aver comunicato anzitempo, a fronte del suo contratto oneroso per la categoria, la volontà di restare incinta. “Le accuse – spiega Lugli – sono che al momento della stipula del contratto avevo ormai 38 anni e data l’ormai veneranda età dovevo in primis informare la società di un eventuale mio desiderio di gravidanza, che la mia richiesta contrattuale era esorbitante in termini di mercato e che dalla mia dipartita il campionato è andato a scatafascio”.

Attraverso un post pubblicato su Twitter, la ministra per il Sud e la Coesione territoriale, Mara Carfagna, ha fatto sentire la sua solidarietà alla pallavolista dichiarando: Anche il mondo dello sport deve rispettare la maternità e darsi delle regole. Nessuna donna deve più essere costretta a scegliere fra maternità e lavoro, nessuna atleta deve rinunciare all’agonismo per avere un figlio”.