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Calabria “zona bianca”, la reazione di bar e ristoranti nel Vibonese: “dal 6 aprile riapriamo, non aspettiamo più il Governo”

bar asporto Foto di Tino Romano / Ansa

In Calabria prende forma il gruppo Zona Bianca: i titolari di bar e ristoranti nel vibonese hanno chiesto al Presidente f.f. Spirlì di intervenire immediatamente per “fermare questa carneficina”

“Da martedì 6 aprile ci autoproclameremo in zona bianca”, è questa la ‘promessa’ dei commercianti vibonesi e titolari di bar e ristoranti. Con l’istituzione della zona in Calabria ad essere stati penalizzati sono stati ancora una volta i locali della ristorazione, che vedono così allontanare la possibile data delle riaperture. Il settore è stato messo in ginocchio e i ristori promessi dal Governo sono ritenuti inconsistenti rispetto alle perdite di fatturato, così in provincia di Vibo Valentia è pronta a scattare la pacifica reazione. Le ragioni della protesta sono racchiuse in una missiva indirizzata al Presidente facente funzioni della Regione Calabria, Nino Spirlì, al Ministro della Salute, Roberto Speranza, al presidente del Consiglio, Mario Draghi e per conoscenza al prefetto, al procuratore e al questore di Vibo.

In particolare i ristoratori denunciano “le gravissime perdite economiche che il proprio settore ha subito a causa delle misure restrittive adottate per il contenimento del contagio da Covid-19 e del conseguente gravissimo stato di difficoltà economica che non solo ha determinato l’impossibilità di attendere alle spese correnti e fisse di mantenimento dell’attività, ma, addirittura, ha cagionato l’indebitamento delle stesse tali da averle esposte a sfratti, pignoramenti, iscrizioni al “CRIF”, revoca di fidi bancari, fino a subire la sospensione delle utenze essenziali per morosità”.

Il gruppo Zona Bianca’ annuncia anche altre iniziative di protesta, tra cui “…la riapertura, per fronteggiare il grave stato di necessità e di bisogno di sostegno”. “Dal 6 aprile, i ristoratori riapriranno – si legge nel documento – a prescindere dalla colorazione della Regione Calabria, a pranzo e a cena, rispettando tutte le regole per la tutela della salute della clientela e del personale, a causa del nostro grave stato di necessità per salvare le nostre attività, le persone che vi lavorano e le rispettive famiglie da un pericolo concreto, imminente, e non altrimenti evitabile (anche conformemente a quanto previsto dall’art. 4 L. 689/1981 e art. 54 del c.p.”. Il presidente Spirlì è anche inoltre invitato a Vibo Valentia per incontrare i gestori delle attività economiche della provincia, per confrontarsi sulle problematiche che affliggono la ristorazione e a farsi portatore della proposta di attribuire una sorta di reddito di cittadinanza ai titolari di bar e ristoranti per tutto il periodo di vigenza delle restrizioni.