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Calabria, monta la rabbia contro la zona rossa. A Reggio la proposta social: “Pasquetta in Prefettura, portate palloni e chitarre. Protesta civile contro il lockdown ingiusto”

manifestazione no zona rossa reggio calabria piazza italia Foto StrettoWeb / Salvatore Dato

A Reggio Calabria per il 5 aprile alle ore 12 è stata organizzata la manifestazione “Pasquetta in Prefettura.NO lockdown”: sui social si percepisce il dissenso dei calabresi per la zona rossa

Una decisione ingiusta per Calabria che, nonostante una situazione epidemiologica ed ospedaliera tutt’altro che preoccupante, si ritroverà in zona rossa a partire da lunedì 29 marzo. “Non esiste alcun motivo scientifico per spiegare questa scelta del Governo, l’unica crescita esponenziale è quella del tasso di povertà. Le chiusure stanno facendo più danni della pandemia anche sulla salute della popolazione”, ha affermato ai microfoni di StrettoWeb il dott. Enzo Amodeo. Sui social così sono iniziate diverse mobilitazioni e proposte di protesta, alcune molto curiose, come quella pacifica organizzata per il 5 aprile a Reggio Calabria chiamata “Pasquetta in Prefettura.NO lockdown”, che per il momento ha pochissimi iscritti e partecipanti. La richiesta è quella di portare palloni e chitarre in Piazza Italia per riempirla e mostrare il proprio dissenso nei confronti delle disposizioni del Governo.

E’ necessario ricordare comunque, pur essendo vietate le scampagnate fuori porta, è consentito spostarsi di abitazione privata da parenti o amici all’interno della propria provincia. La persona o (al massimo) le due persone che si spostano potranno comunque portare con sé i figli minori di 14 anni e le persone disabili o non autosufficienti che convivono con loro. Insomma, è consentito di spostarsi per un massimo di 2 componenti, quindi l’importante è non essere in tre o più sulla stessa vettura, ma nessuno può controllare se dentro una casa ci siano 20 o 30 persone contemporaneamente. Non c’è quindi alcun divieto all’interno delle case, nessuno potrebbe mai farlo, l’unico divieto è quello di muoversi massimo in due alla volta, una regola che si può facilmente aggirare, dividendosi in più mezzi.

Si tratta soltanto dell’ennesima presa in giro nei confronti della popolazione, ormai stanca di queste restrizioni prive di senso e logica da oltre un anno. Per gli italiani sarà la seconda festività pasquale vissuta in semi-libertà, ma la netta sensazione questa volta è che in molti si organizzeranno per trascorrere quei giorni con i propri affetti. In ogni caso in tutta la Calabria monta la rabbia sui social, soprattutto quella dei commercianti che devono assistere ad un incredibile paradosso, al adesso si fa fatica ad accettare ancora.