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Calabria: psicologi ASP a tempo indeterminato ma senza contratto di lavoro dal 2008

Calabria: a tempo indeterminato ma senza contratto di lavoro dal 2008, le parole dei psicologi Asp

“Cosa accadrebbe se alcuni dipendenti lavorassero realmente in un’azienda senza un contratto di lavoro? Se ciò avvenisse in un’Azienda privata si parlerebbe di lavoro “irregolare” e “sommerso”, di non rispetto di normative comunitarie-nazionali-regionali, magari anche di mobbing; si attiverebbero i Sindacati, seguiti da accertamenti di vari Organi, intervento di Procure, eventuali sanzioni per i datori di lavoro poco onesti. Ma se ciò si presentasse in un’Azienda pubblica come un’ASP, creerebbe sgomento ed incredulità, insieme forse all’idea di scarsa responsabilità di un qualche Dirigente che non tutela in pieno i propri dipendenti, disconoscendo magari anche l’esistenza della problematica. E’ forse il caso dei circa 80 gli Psicologi a tempo indeterminato sottoposti nel 2008 ad un trasferimento intercompartimentale obbligatorio in piano di riordino/riduzione del personale dalla Regione Calabria con L.R. n. 9/2007 che avevano necessità di tali professionisti; anche quale atto conseguenziale, essendo già adoperati funzionalmente dagli anni ’90 nei servizi ASP sempre in qualità di Psicologi. Dal 2008 alcune ASP calabresi, pur essendo a tutti gli effetti datori di lavoro, non hanno ancora applicato il CCNL della Sanità specifico per personale sanitario laureato-non medico (psicologo, farmacista, biologo, chimico), né alcun tipo di contratto (nessun contratto è riportato nella busta paga né è stato mai firmato)”. E’ quanto scrivono in una nota per i suddetti Psicologi ASP Calabria dott.ssa Fiorella Migliarese, dott.ssa Giovanna Molinaro, dott. Carlo Sestito.

“Una situazione assurda! Psicologi dipendenti dall’ASP con rapporto di lavoro a tempo pieno ed a tempo indeterminato senza le garanzie di un contratto di lavoro! Come dire, Psicologi che da anni svolgono, con serietà ed esperienza, tutti i compiti richiesti dalle ASP ma che, purtroppo, non possono accampare alcun diritto! Eppure, sono proprio questi 80 Psicologi, quasi tutte donne, che contribuiscono ai Lea, mantengono ogni giorno attivi importanti servizi psicologici del SSR , rivolti spesso a soggetti fragili, quali Neuropsichiatria infantile, Neuropsicologia, Psichiatria, Oncologia, CIM… ; che si fanno carico con competenza, autonomia professionale e relativa responsabilità, delle complesse problematiche psicologiche, aggravate dall’emergenza Covid, in pazienti in ricovero ordinario, day hospital, attività ambulatoriale con ricetta rossa a relativo incasso di ticket da parte dell’ASP (circa 40-70 mila Euro all’ASP /anno/psicologo), consulenze, altre attività demandate. Dal 2008, inoltre, non sono stati ancora inseriti nella dotazione organica pur lavorando in posti vacanti, non gli viene certificato in modo compiuto il lavoro di psicologi effettivamente svolto; vengono discriminati professionalmente ed economicamente rispetto ad altri psicologi assunti direttamente dall’ASP pur svolgendo lo stesso identico lavoro (circa metà retribuzione, incongrua produttività, non progressione né scatti di anzianità…). Ma perché succede tutto questo? Il fatto è che Regione ed ASP non hanno avuto la capacità di governare un processo di trasferimento intercompartimentale tra due Enti con diverso Contratto di lavoro; di non aver mai aperto un serio un tavolo di concertazione per come indicato dai sindacati per superare ogni criticità; cercando ogni soluzione per reinquadrare nel modo più giusto gli Psicologi provenienti dalla Regione nello corrispondente profilo di Psicologo vigente presso le ASP, senza che vi fosse alcun pregiudizio ai lavoratori trasferiti.

Quando si era alle dipendenze della Regione veniva applicato il CCNL Regioni/Autonomie locali e lo Psicologo era personale laureato categoria D funzionario; l’ASP avrebbe poi dovuto applicare il contratto dell’Ente di arrivo , ossia il CCNL Sanità; nello specifico nel SSN vi è un unico e obbligatorio profilo previsto per il personale sanitario laureato che è quello di Psicologo Dirigente ruolo del resto realmente svolto; così come un unico profilo è previsto per i medici inquadrati nell’unico profilo possibile di Medico dirigente. Da 13 anni si è in una posizione di stallo,dal 2008 alcune ASP riportano “Psicologo trasferito dalla Regione in attesa di reinquadramento nel profilo del SSR”. Ma cosa deve accadere perché ciò avvenga? La Regione sostiene di aver trasferito nel 2008 gli Psicologi alle ASP che devono applicare il contratto lavoro ; anche se la Regione è stata carente di indicazioni ordinamentali in leggi e decreti non ben incardinati. Le ASP dal 2008 sono quasi tutte ingessate , non colloquiano con la Regione, non prendono alcuna iniziativa, si rifugiano nella non competenza, burocrazia o nel silenzio; in 13 anni non sono state capaci di avviare un iter per un processo amministrativo di reinquadramento (corso, corso-concorso, concorso , stabilizzazione decreto Madia, ulteriore dispositivo regionale per il reinquadramento), non hanno chiesto alcun parere al Ministero/Aran/Conferenza Stato-Regioni… Del resto le ASP calabresi ne traggono notevoli vantaggi, retribuendoli anche di meno; talora non inserendoli nelle Relazioni sulla dotazione del personale che inviano a Regione Calabria/Commissario ad acta, generando quindi falsi bisogni di nuovo personale psicologico, volendo con nuovi concorsi/avvisi pubblici assumere altri psicologi senza aver in via prioritaria normalizzato il lavoro di quegli 80 psicologi già interni, personale sanitario a tutti gli effetti del SSN/SSR. Professionisti con una storia lavorativa ultratrentennale. Sempre in qualità di psicologi, hanno infatti seguito tutta l’evoluzione ordinamentale/organizzativa/funzionale dei servizi socio-sanitari in Italia ed in Calabria; una carriera iniziata negli anni ’80 con l’ assunzione come psicologi con selezione pubblica dai Comuni DPR 20 dicembre 1979 n. 761 >mantenuti in servizio a tempo indeterminato dalla Regione con L. 57/90 ed adoperati funzionalmente da USL>USSL>ASL>ASP> in ultimo trasferimento giuridico ad ASP con L. 9/2007. Psicologi che hanno scelto a suo tempo di rimanere in Calabria, credendo nella Sanità pubblica e nel servizio verso i bisogni della propria gente; il tempo passa, ma lottano ancora perché questa loro sconcertante vicenda trovi una soluzione giusta e leale, perchè trovi ascolto in persone di buon senso, competenti e responsabili – Dirigenti, Politici, Organi controllo e Procure, Ministeri, Commissari straordinari e Commissario ad acta… Per far comprendere alle ASP di non avversare gli Psicologi trasferiti nel 2008 dalla Regione, ma di valorizzarli in pieno quali risorse umane già attivi in azienda, figure sanitarie preziose ed utili per diagnosi e terapie psicologiche sempre più richieste nel SSN, ancor più in tempo di emergenza Covid“, conclude la nota.