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Parte dalla Calabria per combattere il Covid a Bologna, lo scatto dell’infermiere diventa virale: “mamma ti voglio bene” scritto sulla tuta

Parte dalla Calabria per combattere il Covid all’ospedale Sant’Orsola di Bologna: lo scatto dell’infermiere cosentino diventa virale

Sono i primi mesi del 2020, l’Italia si trova impreparata ad affrontare la prima ondata di Covid, una malattia nuova, che si propaga fra paura e disorganizzazione. Gli ospedali sono in affanno, morti e contagi aumentano. C’è bisogno dell’aiuto di tutti. Un giovane infermiere calabrese decide di scendere in prima linea nella lotta alla malattia. Viene assunto in emergenza dall’ospedale Sant’Orsola di Bologna, si stabilizza durante la seconda ondata e da quel momento non può più tornare in Calabria. In quell’ospedale c’è bisogno di lui, come di tutti i suoi colleghi. È la storia di Gianfranco Gallo, infermiere di San Giovanni in Fiore, paese in provincia di Cosenza, diventata virale grazie ad uno scatto postato su Facebook dall’Ospedale Sant’Orsola di Bologna. Nella foto il ragazzo è ritratto con la tuta da infermiere con su scritto “mamma ti voglio bene” ed un cuoricino, messaggio alla madre e alla famiglia rimasti in Calabria.

Dalla #pandemia, e da questa durissima terza ondata, se ne esce #insieme. E il primo, nostro #grazie va a tutti coloro, che con grande generosità e responsabilità, stanno facendo un lavoro straordinario negli ospedali e nelle strutture sanitarie: #medici, #infermieri, #operatorisanitari e #sociosanitari. Gianfranco Gallo è stato assunto in emergenza durante la prima ondata ed è stato poi stabilizzato durante la seconda ma di fatto da allora non è più potuto tornare a casa“, spiega il policlinico S.Orsola. La pressione della pandemia a Bologna, in questo momento, è “assolutamente straordinaria“. Sono ricoverati “1230 pazienti di cui 220 in area critica“, sottolinea il policlinico bolognese aggiungendo che durante la seconda ondata “il massimo dei ricoverati era stato di 818 di cui 115 in area critica“.