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La Calabria resta in zona arancione, ma Spirlì ci riprova: “valuto la zona rossa regionale”. Obiettivo? Chiudere (di nuovo) le scuole. Ma verrebbe sommerso dai ricorsi

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Coronavirus, il presidente f.f. della Regione Calabria Nino Spirlì sta pensando alla zona rossa per la punta dello stivale: “Sto predisponendo un tavolo tecnico per lunedì”

Anche la prossima settimana, secondo i parametri del Governo, la Calabria sarebbe da zona arancione. L’indice Rt è salito a 1.36, rispetto allo 0.86 della settimana precedente, ma per essere in rosso bisogna superare l’1.25 anche nel dato minimo della forbice, mentre il valore minimo della Calabria è 1.22. Il dato più importante, però, è l’incidenza settimanale dei nuovi casi su 100 mila abitanti, che è di 117, a dispetto dei 250 per cui si passa in zona rossa. La “valutazione di impatto”, inoltre, è bassa, lo scenario è quello di tipo 2 e il numero dei ricoverati è molto basso, lontano dalle soglie di criticità, con una soglia di occupazione dei posti letto inferiore al 20% sia in terapia intensiva che in medicina generale.

Nonostante ciò, il presidente facente funzioni della Regione Calabria Nino Spirlì starebbe pensando alla zona rossa. “Sto predisponendo, per lunedì mattina, un tavolo tecnico con tutte le rappresentanze – ha scritto il rappresentante della Regione su Facebook – Raccolti pareri e osservazioni, potrò decidere nell’interesse di Tutti. Non Vi fate fuorviare da pochi facinorosi in campagna elettorale – prosegue Spirlì – il timone è nelle NOSTRE mani, le VOSTRE e le nostre. Decideremo sempre insieme. Al tavolo tecnico, VOI siete rappresentati da me. Anche coloro che blaterano e maledicono. Tutti”.

Spirlì ci riprova, dunque. Con la zona rossa, infatti, chiuderebbero in automatico tutte le scuole, sua ossessione da tempo ormai. In tal caso, ovviamente, scatterebbero nuovamente tutti i ricorsi, con la decisione respinta dal Tar, come già accaduto più volte.