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Brogli elettorali, Reggio Non si Broglia sollecita un consiglio comunale aperto

Foto StrettoWeb / Salvatore Dato

Brogli elettorali, Reggio Non si Broglia sollecita un consiglio comunale aperto: inviata via pec una missiva indirizzata in primis al Presidente del Consiglio Comunale

Il Comitato ReggioNonSiBroglia rende noto di “aver inviato stamane, via pec, una missiva di sollecito indirizzata in primis al Presidente del Consiglio Comunale, Vincenzo Marra, e quindi a segretario generale e sindaco del Comune di Reggio Calabria che dovrebbe sovrintendere alla regolare osservanza degli obblighi statutari del Comune. La nota inviata riguardo l’indicazione della data di convocazione del consiglio comunale aperto – ex art.36 del regolamento sul funzionamento degli istituti di partecipazione popolare – termine evidentemente non ancora fissato e comunque non reso noto. Lo scorso 18 marzo, infatti, una nostra delegazione ha depositato al protocollo del comune tale richiesta, corredata, come richiesto dal regolamento, dalle firme di ben 384 cittadini reggini. Trascorse ormai quasi due settimane da tale atto, ci vediamo costretti a rilevare che, ad oggi, non è pervenuto al Comitato “Reggio non si broglia”, soggetto promotore dell’iniziativa popolare, alcun riscontro da parte della Presidenza del consiglio responsabile della convocazione.
Forse è il caso quindi di ribadire che la convocazione di un consiglio comunale aperto è espressamente previsto dalle norme regolamentari e statuarie del Comune di Reggio Calabria, in questo caso con unico punto all’ordine del giorno: la discussione relativa alla vicenda dei brogli elettorali e dei provvedimenti annessi. Non è un esercizio di retorica politica, la questione dei brogli mina la stessa legittimità etica e giuridica dell’insediamento di questo Consiglio comunale e metropolitano ed appare imprescindibile una discussione che investa l’intera città di un fatto che non si è voluto, ad oggi, affrontare con una seduta consiliare ad hoc né risulta vi sia stato un ordine del giorno nelle rarissime sedute consiliari tenute in questi mesi. Confidiamo nel senso etico e nel rispetto delle norme che regolano il funzionamento del Consiglio comunale, il cui garante e responsabile è, in primis, il Presidente dell’assemblea cittadina, il quale è chiamato a rispettare le istanze e gli ordini del giorno che risultano agli atti di codesta amministrazione. Rimaniamo pertanto in attesa di celere riscontro, da parte dello stesso presidente del consiglio Marra, per la data di convocazione del Consiglio comunale aperto. Di tale adempimento, ai sensi dell’art. 73 del citato Statuto, è garante anche il Sindaco quale capo dell’amministrazione e quale titolare degli obblighi “dell’attuazione e dell’osservanza del presente statuto;” Il perdurare di tale omissione, in mancanza di risposta entro 10 giorni dall’invio della presente, motiverà rimostranze presso l’organo di tutela prefettizia e governativa”, conclude la nota.