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Brogli elettorali a Reggio Calabria, Klaus Davi: “strategia difensiva legittima ma più adatta a reati di cosca che ad amministratori pubblici”

Klaus Davi reggio calabria

Reggio Calabria, Klaus Davi: “non vedo non sento non parlo premesso che sono convinto che gli indagati vogliano chiarire la loro posizione processuale, anche perché è loro interesse farlo al più presto e sono innocenti fino al terzo grado di giudizio, colpisce la strategia difensiva suggerita dai loro legali”

“Non vedo non sento non parlo” premesso che sono convinto che gli indagati vogliano chiarire la loro posizione processuale, anche perché è loro interesse farlo al più presto e sono innocenti fino al terzo grado di giudizio, colpisce la strategia difensiva suggerita dai loro legali. Se penso che una persona come il consigliere regionale – Tallini indagato anche lui per fatti non proprio bagatellari- ha affrontato subito le domande del gip con un interrogatorio di 4 ore; beh qui mi sembra che il percorso adottato, peraltro assolutamente legittimo, sia più adatto a presunti reati di cosca che ad accuse inerenti amministratori e funzionari che hanno gestito per anni la cosa pubblica e quindi devono rispondere delle loro azioni anche agli elettori”. Lo ha dichiarato Klaus Davi. “I legali hanno tutto il diritto di giustificare attraverso una letterina postuma i loro tatticismi, motivandoli con algoritmi degni dei più contorti legulei; tornanti linguistico-giuridici che con la parola ‘trasparenza nella PA’ hanno zero a che vedere. Che poi questi legali non tengano conto che qui non si tratta solo di ‘semplici’ reati ma anche di una questione delicata come la gestione delle regole elettorali e che l’ostinato silenzio suggerito ai loro assistiti forse non aiuti esattamente a salvaguardare la loro reputazione di amministratori e funzionari pubblici, questo poco conta. Che messaggio può derivare il cittadino da un ostinato, pertinace, sistematico mutismo di chi dovrebbe rappresentarlo nelle istituzioni ? Tenere conto delle articolazioni e delle implicazioni istituzionali della vicenda non è cosa per avvocati, e si vede. Purtroppo per i loro clienti”, conclude Davi.