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Brogli elettorali a Reggio Calabria, “La Strada” e “Riabitare Reggio”: “subito la commissione di indagine”

saverio pazzano intervista

La Strada e Riabitare Reggio con Saverio Pazzano: “Brogli, subito la commissione di indagine”

Nell’ultimo Consiglio Comunale, tenutosi il 30 dicembre, cioè l’anno scorso, il Sindaco aveva rimproverato l’assenza di sensibilità e di senso delle istituzioni di chi aveva osato porre in consiglio la questione dei presunti brogli. In quella occasione il Sindaco aveva chiamato in causa le ragioni più importanti che avrebbero imposto un rispetto diverso del momento“, è quanto scrive in una nota “La Strada” e “Riabitare Reggio”. “Come sempre -prosegue la nota- pur di distrarre dai fatti che angosciano Reggio (siano essi la questione rifiuti, la perenne crisi idrica o i presunti brogli), il Sindaco aveva richiamato l’attenzione su due temi davanti ai quali le opposizioni avrebbero dovuto zittirsi: il Covid e il terremoto in Croazia del 29 dicembre. Ieri, nell’ultimo Consiglio Comunale, riunitosi dopo circa 70 giorni dal precedente, grazie al cielo non ci sono stati nuovi disastri naturali da chiamare in causa e il Sindaco ha dovuto ripiegare sul disastro della campagna vaccinale e poi sui successi straordinari portati avanti dalla sua amministrazione. Ancora una volta non un cenno ai presunti brogli nel suo lungo intervento. Improvvisamente, dopo gli interventi delle minoranze, il Sindaco torna a Reggio Calabria e, in un secondo ancora più lungo intervento, risponde ancora una volta non del proprio operato ma dell’operato di chi osa chiedere strumenti di trasparenza a norma di regolamento e statuto comunali. Ignoravamo che a fronte dei 5 minuti e poco più concessi a ogni umano consigliere, al sindaco spettassero circa 25 minuti di monologhi e addirittura le conclusioni moralistiche sulle morali altrui. Non si finisce mai di imparare da chi disimpara spazi e luoghi del confronto democratico. Avremmo voluto replicare chiedendo semplicemente un più attento rispetto dei luoghi istituzionali, che, se non vanno trasformati in corride, neppure vanno sviliti sottraendosi a un serio confronto. Abbiamo appreso dal Sindaco stesso che tutto quello che aveva da dire lo ha detto nelle dirette facebook, e apprendiamo così che la pagina social del Sindaco è non solo il canale di informazione della nostra pubblica amministrazione, ma anche lo spazio in cui dovrebbe esercitarsi (come, coi like o coi cuoricini?) il ruolo del consigliere comunale di minoranza. Del resto, all’OdG del Consiglio Comunale c’erano argomenti più urgenti da discutere, di cui ben tre su cinque rinviati a future discussioni per ragioni formali diverse.

Abbiamo chiesto da tre mesi e continueremo a chiedere una commissione di indagine per verificare le questioni politico-amministrative relative ai presunti brogli. È il modo, riteniamo, per mettere al centro la politica nei luoghi e con gli strumenti che le competono, per sanare – seppur parzialmente – quello scollamento completo che esiste tra la città reale e la città raccontata attraverso il social pseudo-comunale. Uno scollamento che riteniamo chiunque sia in buona fede non può non sentire e che rende parte lesa tutto il Consiglio Comunale. Ad esempio, qual è stato e come si è esercitato il ruolo della commissione elettorale dal 2018 al 2020? In questa nostra richiesta siamo completamente soli, un consociativismo d’altri tempi unisce opposizioni e maggioranza nel ritenere che una commissione d’indagine non vada bene. Quando si tratta di esercitare le funzioni di controllo e garanzia e di verificare anche il ruolo che la minoranza ha esercitato nei sei anni precedenti, improvvisamente non ci sono più distinzioni. Tutti d’accordo che basti la Commissione Controllo e Garanzia, che, come la città ricorderà, ha ripreso i suoi lavori solo dopo nostre importanti sollecitazioni. Riteniamo che la Commissione Controllo e Garanzia non possa dedicare al tema dei presunti brogli l’attenzione che merita, dovendosi occupare di tutto lo scibile di questa amministrazione. Servirebbe un focus specifico, a garanzia della città e del Consiglio Comunale che è espressione della domanda sociale di Reggio intera. Ci sta che non la pensiamo tutti allo stesso modo, ma il Consiglio Comunale rimane il luogo in cui discuterne e in cui confrontarsi. Al Sindaco, che, banalizzando, chiede se una Commissione d’indagine debba forse indagare sull’indagine, vorremmo rispondere che tra la funzione giudiziaria e i social esiste un mondo enorme che si chiama funzione politico-amministrativa, che ha i suoi strumenti di autocontrollo e che è dovere della minoranza e della maggioranza rivendicare ed esercitare. È la Costituzione. La stessa che sancisce nell’articolo 48 che il voto è personale, e non per delega. Per questo la pubblica amministrazione dovrebbe garantire e difendere la massima trasparenza possibile e la massima efficienza. Sempre. E se così non è stato, che si torni al voto”, conclude la nota.