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Dal Sud America 450 chili di cocaina: arresti e perquisizioni a Reggio Calabria, Vicenza e Trento, i DETTAGLI

Traffico internazionale di 450 chili di cocaina importata dal Sud America: arresti e perquisizioni in provincia di Vicenza, Reggio Calabria e Trento

Grazie alle indagini dirette dalla Dda di Venezia, gli investigatori della squadra mobile e del servizio centrale operativo, sono riusciti ad acquisire e cristallizzare significativi indizi nei confronti di un sodalizio criminale con base operativa in provincia di Vicenza, a Montecchio Maggiore. Le indagini hanno evidenziato il coinvolgimento ed il ruolo nell’organizzazione criminale di un ulteriore soggetto all’epoca dei fatti latitante, arrestato nell’agosto del 2019 in provincia di Messina, ritenuto esponente di spicco della cosca Gallace di Guardavalle, nel catanzarese. L’operazione ha avuto luogo prevalentemente in provincia di Vicenza, in particolare nel comune di Montecchio Maggiore, ove risiedono molti degli indagati destinatari delle misure cautelari, mentre altri si trovavano, al momento dell’esecuzione dei provvedimenti, in provincia di Reggio Calabria, ad Africo, ed in provincia di Trento. Oltre all’esecuzione delle misure cautelari, sono state eseguite numerose perquisizioni domiciliari sia nei confronti degli indagati, che di diversi soggetti, emersi nel corso delle indagini, e legati agli indagati per traffici di natura illecita, in particolare per spaccio di stupefacenti. Le indagini dirette dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Venezia, sono state avviate all’inizio del 2017, dopo che le autorità croate avevano segnalato, l’arrivo di un container, al porto di Rijeka, proveniente dal Perù che, dopo aver transitato per la Slovenia, sarebbe successivamente giunto in Italia attraverso il valico di confine italiano di Fernetti (TS).La Polizia croata aveva rinvenuto, all’interno del container, circa 480 chilogrammi di cocaina. Tutta la droga, divisa in 456 panetti, era stata ingegnosamente nascosta in una cavità appositamente ricavata all’interno di un macchinario per la produzione di laminati, poi termosaldata, in modo da poter eludere eventuali controlli sia da parte delle autorità doganali che di quelle di Polizia.Una volta rinvenuta l’ingentissima quantità di stupefacente, si è quindi proceduto, con la collaborazione delle autorità croate, di quelle slovene e della Direzione Centrale per i Servizi Antidroga, ad eseguire una consegna controllata internazionale, lasciando all’interno del container circa 2 chili di cocaina rispetto ai restanti 478, già sequestrati.