fbpx

Scuola, una studentessa di Reggio Calabria scrive al Governo: “con le aule chiuse i cuori dei giovani continueranno ad indebolirsi, ricordatevi che siamo noi il futuro”

Scuola: in Calabria si torna a didattica in presenza Foto di Alessandro Sgherri / Ansa

Elena Crudo, la giovane autrice dello striscione appeso qualche settimana fa sul Corso Garibaldi, rivolge un appello al nuovo Governo che sta per nascere, nella speranza che si facciano interventi mirati sul rinnovamento del sistema scolastico

E’ la scuola uno degli argomenti più discussi degli ultimi mesi. La pandemia del Coronavirus ha diviso l’opinione pubblica con molti che ritengono sia necessario per gli alunni continuare a studiare in didattica a distanza. Non tutti ovviamente sono d’accordo e questo malcontento si è creato principalmente tra i ragazzi, soprattutto delle superiori e università, che ormai dal marzo 2020 si trovano a non poter tornare in maniera costante all’interno delle proprie aule. A tal proposito sicuramente i nostri lettori ricorderanno lo striscione “Scuola chiusa come i nostri cuori, stiamo perdendo anche le emozioni”, esposto sul Corso Garibaldi da una giovane studentessa, Elena Crudo. La ragazza ha inviato una nuova sua riflessione, che di seguito viene integralmente riportata:

“Cari adulti, genitori e non, grazie per la vostra attenzione. Oggi siamo alle prese con la decisione di un nuovo governo.

Non ho molta fiducia nel sistema politico, ma ho fiducia nel nostro futuro soprattutto perché siamo noi a crearlo.

Voglio mandare un messaggio a questo futuro governo che si sta creando: Non abbandonate noi giovani, non lasciateci crescere sbandati e senza sogni. Credete in noi e investite per un nostro futuro migliore. Partite dalla scuola, partite da questo sistema scolastico antiquato. Iniziate con il farci cambiare idea su voi adulti.

Noi giovani, noi tutti, abbiamo un buon cervello. Aiutateci ad usarlo al meglio. Il mondo si sta evolvendo. I bambini si stanno evolvendo. Le esigenze di noi giovani si stanno evolvendo.

In un cortometraggio, Prince EA spiega che gli insegnanti vengono preparati all’insegnamento come se il futuro degli studenti fosse quello di lavorare in fabbriche. Infatti veniamo messi in condizione di essere educati ed ordinati. Siamo obbligati a stare seduti ed a parlare solo se alziamo la mano e ci danno il permesso di parlare. Ci concedono una piccola pausa per mangiare e ci mettono in concorrenza per il massimo dei voti come se dovessimo competere per essere l’impiegato del mese in un ufficio statale.

Ma lo sanno gli altri a cosa va incontro un insegnante?
Un insegnante si trova di fronte a diversi studenti all’interno di una classe. Ognuno ha diversi bisogni, diverse capacità, diversi sogni e diverse ambizioni, e di conseguenza non si può insegnare la stessa cosa nello stesso modo a tutti perché non potrebbero apprendere egualmente. I genitori dovrebbero essere i primi a capirlo: ogni ragazzo/a è diverso/a.

In questo modo si rischia di uccidere la creatività, l’individualità e l’intelligenza. Per il futuro abbiamo bisogno di persone che pensino in modo creativo, innovativo, autonomo e con la capacità di connettersi velocemente con i problemi e risolverli. Non è pazzia, è semplicemente lo sviluppare del Problem Solving.

Il lavoro di insegnante deve avere lo stesso valore di quello di un medico perché un medico può salvare la vita di un ragazzo mentre un insegnante può raggiungere quel cuore e consentirgli di vivere un futuro degno e rispettoso.

La colpa però non è loro. Sono obbligati a lavorare in un sistema dove non hanno scelte e diritti, dove il modo di insegnare è deciso da politici che non sanno cosa significhi minimamente insegnare e stare a contatto con ragazzi provenienti da dovunque con problemi di cui non parleranno mai liberamente per colpa di un sistema che ammazza l’autostima dei ragazzi.

Io parlo direttamente con voi. Parlo con chiunque abbia avuto anche 5 minuti per leggere. Diffondete il pensiero giusto per un futuro migliore.

Bisognerebbe lasciar perdere “l’impegno scolastico” e lottare per tirar fuori il meglio da ogni studente. Noi ragazzi rappresentiamo all’incirca il 20% della popolazione, ma rappresentiamo soprattutto il 100% del nostro futuro e di questo pianeta.

Le scuole potranno pure rimanere chiuse, ma i cuori dei giovani continueranno ad indebolirsi. Se tu smetti di dare dell’acqua ad una pianta, essa piano piano morirà. Ci sono ogni giorno notizie di ragazzi che soffrono e che protestano. A loro dico solo di non arrendersi, di continuare a lottare.

La scuola può anche essere giusto che rimanga chiusa ora che i casi si stanno abbassando e bisogna resistere ancora. Potranno pure non riaprire le scuole, ma non è questo il problema. Il vero problema sono la società e lo Stato a cui ci affidiamo.

A voi genitori: ogni giorno date i vostri figli in mano a persone a cui palesemente non frega nulla del futuro. Noi dovremmo considerarci il futuro di un paese a cui a capo vi sono una massa di ipocriti, menefreghisti, manipolatori del sistema che stanno sprecando la possibilità di creare un mondo migliore?

Io voglio credere in un mondo dove tutti siamo dei geni per le capacità che abbiamo. Voglio credere in un mondo all’unisono, un mondo degno di noi, un mondo sicuro. Invece viviamo in un mondo dove perfino i professori sentono la mancanza del contatto con i propri allievi e sono i primi a supportarli e a dirgli di non arrendersi. Voglio credere in un mondo alla Albert Einstein dove i pesci non dovranno essere più giudicati per la loro capacità di arrampicarsi sugli alberi così vivendo un mondo senza sentirsi stupidi e inutili.

Io non voglio che il mio futuro sia nelle mani di queste persone. Voglio che si prendano cura dei sogni dei giovani e vedranno i risultati migliori di sempre.

Nonostante tutto questa società però è orgogliosa di star trasformando milioni di persone in robot senza cuore. Questo sistema scolastico prepara gli studenti al passato, non organizzandosi per il mondo che si sta evolvendo ogni giorno.

Bisogna dare attenzione a queste generazioni. Ricordatevi che siamo il futuro di questo mondo. Senza affetto, senza essere capiti, senza giusta educazione, senza insegnamenti, senza una spiegazione su ciò che ci aspetterà nel mondo, come vi aspettate che finiremo? Come vi aspettiate che mandiamo avanti tutto? Se vostro figlio va bene in arte o in musica e in matematica va male, perché fargli fare ripetizione di matematica? Iscrivetelo ad un corso di arte o di musica. Non bloccategli la creatività.

Prima di giudicare noi, giudicate voi stessi e giudicate lo stato che ci ostacola alla nostra crescita personale e alla crescita continua di questo mondo. Non bisogna fermare l’evoluzione continua di questo mondo.

Quando a questo mondo verrà messo il benessere dei giovani come priorità assoluta a differenze del resto, riusciremo ad avere un mondo all’altezza delle aspettative.

“Don’t change my mind but change my future”

Non ho niente da aggiungere”.

Elena Crudo, 22 anni