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Il saluto fra Draghi e Berlusconi, simbolo del nuovo governo: amicizia, stima reciproca e quell’intervento del Cavaliere nell’elezione alla Bce [VIDEO]

Il saluto fra Mario Draghi e Silvio Berlusconi è il simbolo del nuovo governo: rapporto di amicizia e stima reciproca consolidato nel tempo

Ennesima giornata di incontri a Palazzo Montecitorio nel corso delle consultazioni di governo. Il neo incaricato presidente del Consiglio Mario Draghi ha incontrato gli esponenti dei partiti politici italiani al fine di comprendere quanti e quali forze possano concedergli la fiducia per formare un governo che possa raccogliere la pesante eredità del ‘Conte bis’ fra emergenza Covid e relativi problemi socio-economici ad essa connessi. Incontri molto formali, come impone la solennità della location e soprattutto il peso degli di dibattito. Uno di questi incontri però, è stato un po’ meno ‘formale’ degli altri.

Ansa

Nessuna stretta di mano, come impongono le norme anti-Covid, ma un ‘saluto di gomito’ e un sorriso che le rispettive mascherine faticavano a contenere. “Grazie per essere venuto” il saluto che Mario Draghi ha rivolto a Silvio Berlusconi in un filmato diventato ben presto virale due social. I due si sono salutati come due vecchi amici che non si vedevano da un po’ di tempo, confrondatosi poi con serietà sulle proposte di Forza Italia e sul possibile appoggio degli azzurri al governo. “Quello che nasce è un governo che si fonda sull’unità del Paese e delle forze politiche senza preclusioni alcune. E’ la risposta a una grave emergenza e durerà il tempo necessario per superarla. – ha dichiarato Berlusconi al termine del colloquio – Ho confermato al presidente incaricato il sostegno del nostro partito con la sollecitazione di fare scelte di grande profilo tenendo conto delle indicazioni dei partiti, ma decidendo in piena autonomia. Noi faremo la nostra parte con lealtà e spirito costruttivo. La gravità della situazione impone di mettere da parte calcoli, tattiche e interessi elettorali per mettere al primo posto la salvezza del Paese”.

Foto di Fabio Campana / Ansa

L’appoggio di FI, visti i trascorsi fra Draghi e Berlusconi, era quasi scontato. Il rapporto fra i due è ben consolidato da diversi anni: nel 1994, insediatosi per la prima volta al governo, il Cavaliere confermò Draghi come Direttore Generale del Ministero del Tesoro. La stessa cosa fece nel 2001 quando assune per la seconda volta il ruolo di presidente del Consiglio. Nel 2005 Forza Italia appoggiò la sua candidatura come Presidente della Banca d’Italia e successivamente Berlusconi giocò un ruolo fondamentale nell’elezione di Mario Draghi come presidente della Banca Centrale Europea. A tal proposito, nel 2019, Silvio Berlusconi raccontò a ‘Quarta Repubblica’ un particolare aneddoto: “sono stato assolutamente determinante per la sua elezione alla Bce. Perché? Perché quando si trattava di mettere un nuovo presidente alla Bce, la signora Merkel presentò un candidato che era giudicato da tutti molto bene il presidente della banca centrale tedesca, della Bundesbank. Tutti per assolutamente adeguato, ma io presi l’aeroplanino, andai a trovare tutti i miei colleghi Presidenti di Consiglio degli altri Paesi, a partire da quelli opposti della sinistra e li convinsi che sarebbe stato troppo il potere che ancora noi tutti davamo alla Germania che di potere in Europa ne aveva già troppo. E allora quando la signora Merkel mise sul tavolo il suo candidato votarono lei Sarkozys e il presidente della Finlandia, gli altri voltarono tutti per Mario Draghi. Perchè il presidente della Finlandia votò il candidato della Merkel? Io non riuscì a contattarlo: era in ospedale, uscì dall’ospedale la mattina, venne a votare e tornò in ospedale la sera, quindi non mi potette concedere un appuntamento. Così si deve fare in Europa, bisogna convincere gli altri. Quindi quando il precedente governo diceva che voleva andare in Europa a picchiare i pugni sul tavolo e ad alzare la voce, il sistema per lavorare bene e ottenere ciò che si vuole in Europa è esattamente il contrario: bisogna conquistare gli altri, convincerli con dei buoni argomenti, farsi stimare, magari anche riuscire ad avere amicizie e qualche volta anche affetto. Questo è il suggerimento che do a tutti i futuri governi italiani“.