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Reggio Calabria, resoconto del primo incontro sui “Fatti di Reggio” del ’70 [VIDEO]

È passato mezzo secolo dai fatti di Reggio Calabria che rappresentano la rivolta urbana più lunga che la storia della nostra repubblica ricordi, con migliaia di feriti, arresti, diverse vittime sia tra i civili che tra le forze dell’ordine

È passato mezzo secolo dai fatti di Reggio Calabria che rappresentano la rivolta urbana più lunga che la storia della nostra repubblica ricordi, con migliaia di feriti, arresti, diverse vittime sia tra i civili che tra le forze dell’ordine. Una pacifica manifestazione che inspiegabilménte venne repressa in modo violento, il rapporto alla Città, le prime barricate nei quartieri di Sbarre Centrali e Santa Caterina, la nascita dei primi comitati, la presenza della stampa straniera e l’assenza di quella italiana, il primo caduto la notte del 15 luglio 1970, il ferroviere Bruno Labate, le circostanze della sua morte non saranno mai chiarite. Un susseguirsi di eventi come gli attentati dinamitardi presso sedi istituzionali e commerciali, un primo nucleo di seimila uomini tra poliziotti e carabinieri che giunse a Reggio, cui fece seguito in secondo di diecimila agenti, l’arrivo di blindati e cingolati, come avveniva in Sud America o nei Paesi dell’ex blocco sovietico: queste sono alcune delle cifre che faranno parte di un ciclo di incontri, organizzati dal Circolo Culturale “L’Agorà” il cui primo appuntamento, in collaborazione con la Fondazione “Archivio Audiovisivo del Movimento Operaio e Democratico”, avente come titolo “Testimonianze”. Dopo i saluti da parte del presidente di AAMOD Vincenzo Maria Vita, la parola è passata a Gianni Aiello (presidente del Circolo Culturale “L’Agorà”) che ha effettuato una breve analisi sull’incontro. Si è dato poi spazio alla memoria, dando la parola a persone che non sono più tra di noi, che ricordano episodi, storie di uomini deceduti in modo violento, episodi che a distanza di mezzo secolo ancora risultano avvolti da una fitta coltre di interrogativi che ancora non hanno permesso di chiarire la tipologia e la natura di quelle circostanze. Tenuto conto dei protocolli di sicurezza anti-contagio e dei risultati altalenanti della pandemia di COVID 19 e nel rispetto delle norme del DPCM del 24 ottobre 2020 la conversazione sarà disponibile, sulle varie piattaforme Social Network presenti nella rete, a far data dal 5 febbraio.