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Reggio Calabria, nel 2020 incremento dell’attività di repressione e delle sanzioni in ambito ambientale da parte dei Carabinieri Forestali

Reggio Calabria: la “Mission” dei Carabinieri Forestali richiede la collaborazione di tutti cittadini

E’ stato un anno proficuo e denso di risultati operativi conseguiti dai Carabinieri Forestali dislocati in provincia di Reggio Calabria, alle dipendenze del Gruppo Carabinieri Forestale. Il 2020 ha segnato un forte incremento dei reati e degli illeciti sanzionati rispetto all’anno precedente, confermando come la provincia di Reggio Calabria, in ambito nazionale, resti un territorio particolarmente caldo per quanto riguarda i reati e gli illeciti di tipo ambientale, alle quali si contrappongono militari fortemente motivati e determinati nella difesa del territorio e dell’ambiente.
Sono circa 11.000 i controlli, oltre 800 le persone denunciate e sanzionate, sanzioni amministrative irrogate per 800.000 euro, nel complesso, oltre ad un notevole incremento nel numero dei sequestri e degli arresti e nel numero dei reati commessi da ignoti denunciati all’Autorità Giudiziaria. Costante è stato l’impegno dei militari in servizio nelle 10 Stazioni dipendenti dislocate sul territorio provinciale, presenza che ha anche un’efficace valenza nell’educazione e nella prevenzione degli illeciti ambientali, funzione questa che è insita nel DNA della specialità Forestale.

Svariate sono le tipologie degli illeciti maggiormente riscontrati in provincia; certamente l’aggressione al territorio attraverso l’abusivismo edilizio, le discariche incontrollate di rifiuti, l’inquinamento del suolo e delle acque, il prelievo illecito di materiale inerte, i tagli boschivi illegali, perpetrati da organizzazioni criminali strutturate sul territorio o da parte di semplici cittadini, restano quelli di maggiore rilevanza numerica e, purtroppo, di maggior danno ambientale, in grado di arrecare enormi perdite di “valore” al territorio ed alla salute dei suoi abitanti.
Molto diffusi restano i reati e gli illeciti commessi in ambito venatorio, in particolare nell’area dello “Stretto di Messina”, dove il bracconaggio all’avifauna migratoria, viene efficacemente contrastato da servizi di controlli organizzati ad hoc.

Particolare attenzione è stata rivolta anche alla tutela agroalimentare, che vede impegnati in prima linea i militari del NIPAAF (Nucleo Investigativo di Polizia Ambientale, Agroalimentare e Forestale), il quale oltre alle funzioni di contrasto alle attività illecite organizzate (Ecomafie) opera una costante azione di controllo sul rigoroso rispetto delle norme a tutela della sicurezza alimentare. Non manca la repressione del commercio illegale di specie di fauna e flora minacciate da estinzione, regolamentato a livello internazionale dalla Convenzione di Washington (CITES) siglata nel 1975. In questo campo opera il Nucleo CITES di Reggio Calabria con il distaccamento di Gioia Tauro, con competenza in tutto il territorio regionale che, nell’anno trascorso, ha proceduto al controllo di 200 persone, denunciandone 31. La “Mission” dei Carabinieri Forestali richiede la collaborazione di tutti cittadini, il cui supporto si è rivelato, a volte, decisivo nell’azione di difesa dell’ambiente, sentito come “casa comune”.