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Reggio Calabria: gli studenti dell’Istituto Comprensivo “Cassiodoro-Don Bosco” incontrano l’autore del libro “Era fame di vita” Giovanni Suraci

Reggio Calabria: nell’ambito del “Progetto Lettura”, promosso dall’Istituto Comprensivo “Cassiodoro-Don Bosco” di Pellaro, si è svolto un incontro on-line tra gli studenti delle classi terze della Scuola Secondaria di Primo Grado e l’autore del libro “Era fame di vita”, Giovanni Suraci

La dr.ssa Eva Raffaella Maria Nicolò, dirigente scolastico della scuola, ha aperto i lavori mettendo in evidenza i programmi che l’Istituto Comprensivo “Cassiodoro-Don Bosco” sta portando avanti con responsabilità e dedizione per affiancare gli studenti in questo difficoltoso e complesso periodo. Forte è la consapevolezza per i docenti e tutto il personale che, nell’affrontare i problemi che la pandemia quotidianamente presenta, non può e non deve mai venir meno l’obiettivo primario della scuola: formare i ragazzi fornendo loro tutti gli strumenti logici, linguistici, emotivo-relazionali, per interagire, in modo critico e creativo, con l’ambiente che li circonda. È necessario, soprattutto in questo difficile periodo pieno di incertezze – ha sottolineato la Dirigente – che non si perda mai il contatto tra docente e alunno, i ragazzi non devono sentirsi soli nell’affrontare le sfide che la realtà impone e non deve calare la curiosità e la voglia di andare avanti nel percorso di apprendimento. In tal senso, la lettura di buoni libri rappresenta un ideale percorso non solo per stimolare l’immaginazione e alimentare la fantasia e la creatività: la lettura è fondamentale per arricchire, aiutare a riflettere, contribuire alla crescita globale ed equilibrata di ogni ragazzo.

La prof.ssa Tiziana Santamaria ha sapientemente coordinato il collegamento tra le sei classi di terza media che hanno partecipato all’incontro, regolando gli interventi degli studenti che hanno posto delle puntuali domande all’autore del romanzo. I ragazzi che, tra l’altro, hanno preparato un interessante “book trailer”, si sono soffermati in particolare sul periodo storico, sui personaggi, sul ruolo delle figure femminili e sulle motivazioni che hanno spinto l’autore a scrivere il romanzo.

Il dialogo tra gli studenti e l’autore ha fatto emergere un concetto, espresso dallo scrittore polacco Joseph Conrad, il quale sosteneva che: “Si scrive soltanto una metà del libro, dell’altra metà si deve occupare il lettore”.  I ragazzi, come ha sottolineato la giornalista Anna Foti, presente all’incontro, hanno dimostrato con le loro domande che si sono immersi, attraverso la lettura del romanzo, nella vita dei tanti personaggi descritti e hanno guardato il periodo storico narrato in “Era fame di vita” con gli occhi dei protagonisti. Ma hanno fatto ancora di più, hanno addirittura immaginato ben due finali diversi per dare conclusione alla trama del libro, il cui finale è stato lasciato volutamente aperto.

Non è mancato poi un riferimento ai primi patrioti e martiri del Risorgimento italiano, nativi proprio di Santo Stefano in Aspromonte, come Domenico Morabito e i mai dimenticati fratelli Romeo. Proprio a Santo Stefano, luogo descritto con tanto amore nelle pagine del romanzo, iniziarono, con la forza tipica della gente di montagna, le prime lotte verso ogni forma di tirannide. Erano i primi segnali di un processo storico che portò poi all’Unità d’Italia.

Nel book trailer, infine, i ragazzi dell’Istituto “Cassiodoro-Don Bosco” hanno ben riassunto i dati salienti del messaggio lanciato nelle pagine di “Era fame di vita”, quello cioè di narrare il nostro territorio in chiave positiva. Non è possibile, infatti, che la nostra amata Calabria venga descritta solo ed esclusivamente per gli episodi negativi. Sicuramente ci sono delle piaghe da sanare e troppo spesso assistiamo ad atti, a dir poco, deprecabili compiuti, però, da una minoranza di persone che, con i loro comportamenti, disonorano e condizionano un intero popolo. È importante che tutti sappiano che la Calabria è una terra di persone portatrici di sani valori e che vogliono farsi strada onestamente nella vita.

È opportuno investire sui giovani per riappropriarci della nostra storia e guardare il presente e soprattutto il futuro con lo sguardo pieno di speranza e con la “fame di vita” dei ragazzi che con tanta passione dimostrano, se guidati da una Dirigente e da una classe docente come quella della scuola “Cassiodoro-Don Bosco”, di essere all’altezza di trasformare e migliorare, con il loro indispensabile apporto, la nostra terra, oggi, purtroppo, descritta spesso con disprezzo. Spetta a noi calabresi e in particolare ai ragazzi, che stanno affacciandosi alla vita in questo delicato momento storico, agire per mostrare agli occhi del mondo ciò che di valido la Calabria ha da offrire.

Nei saluti, l’autore Giovanni Suraci e la giornalista Anna Foti, hanno ringraziato gli studenti, la professoressa Tiziana Santamaria e la dirigente Eva Nicolò, per il loro impegno che dimostra, ove ce ne fosse bisogno, che nel nostro territorio, anche e soprattutto nel campo scolastico, ci sono delle eccellenze e l’Istituto Comprensivo “Cassiodoro-Don Bosco” ne è un esempio lampante.

L’autore, infine, ha ribadito che il libro “Era fame di vita” è stato scritto come atto d’amore verso la nostra terra e il messaggio non ha inteso trasferire un sentimento nostalgico, sicuramente presente verso un momento storico ormai passato, ma ha voluto narrare correttamente la realtà negli anni successivi al secondo dopoguerra tra gli abitanti dell’Aspromonte. Periodo difficile contraddistinto da una miseria diffusa, ma affrontato dalla popolazione con dignità e orgoglio. Valori che dobbiamo riscoprire per farci sentire, oggi più che mai, orgogliosi di essere calabresi.