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Reggio Calabria: “completamente falso, praticamente vero”, incontro on line organizzato dall’associazione Biesse

Reggio Calabria: i problemi del web, i fenomeni negativi ad esso connessi, l’utilizzo delle nuove tecnologie e i rischi che si corrono. Se ne è parlato in un incontro on line, organizzato dall’associazione Biesse

I problemi del web, i fenomeni negativi ad esso connessi, l’utilizzo delle nuove tecnologie e i rischi che si corrono. Se ne è parlato in un incontro on line, organizzato dall’associazione Biesse, prendendo spunto dalla nuova pubblicazione di Aldo Mantineo, giornalista e scrittore, dal titolo “Completamente falso, praticamente vero”. Dopo i saluti della presidentessa Bruna Siviglia, si è aperto un dibattito al quale hanno dato il loro contributo lo stesso Aldo Mantineo, Nino Mallamaci, Antonio Enrico Squillace e Tonino Massara. Aldo Mantineo ha dato il là all’interessante discussione su uno dei temi caldi di un dibattito che, a livello mondiale, è stato reso rovente dall’ondata di disinformazione che ha trasformato la pandemia da Covid19 in infodemia – secondo un felice neologismo coniato dalla OMS – e dai fatti di Capitol Hill, frutto della polarizzazione delle posizioni politiche causate, in grande misura, dai contenuti d’odio e dalle fake news diffusi sulle piattaforme digitali e sui social media. Il libro di Mantineo, il quale si occupa di questi temi da anni, affronta il problema delle fake news in maniera esaustiva, partendo dal web ma non fermandosi soltanto ad esso. Episodi attinenti alla realtà calabrese, sviluppatisi pure col contributo involontario di qualche testata cartacea, stanno a dimostrare che alcun angolo del mondo può ritenersi immune, e che per combattere questo vero e proprio vulnus per una informazione vera e genuina – e alla fine dei conti per la democrazia nel suo complesso – basata su fatti verificati, è necessario investire in risorse umane e finanziarie, per formare operatori in grado di agganciare le notizie alla verità anche mediante l’utilizzo delle verifiche in presenza, quando possibile, o ricorrendo ai tanti soggetti che si occupano di fact checking.

Con Nino Mallamaci, che da funzionario del Corecom Calabria si occupa di questi temi, il discorso si è allargato al linguaggio d’odio on line e all’utilizzo di strumenti tecnologici, quali l’intelligenza artificiale e gli algoritmi. Mallamaci ha rimarcato che nessuno si sogna di vestirsi da Luddista, ma che non è più rinviabile un intervento dell’Autorità che normi questo settore, a livello nazionale, europeo, mondiale, per promuovere un utilizzo consapevole dei social media, in special modo da parte dei ragazzi e degli adolescenti, e un’intelligenza artificiale per la quale non si può rinunciare alla trasparenza degli algoritmi e all’uso dell’I.A. governata, in ultima istanza, dall’uomo. Antonio Enrico Squillace ha rimarcato la delicatezza della situazione attuale, portando all’attenzione dei partecipanti alcuni esempi di fake news particolarmente inquietanti e dati scientifici sulla eccezionale portata del fenomeno. Tonino Massara, dal canto suo, forte della sua esperienza decennale nella conduzione radiofonica, ha voluto porre l’accento sulla figura del giornalista, chiamato a fare i conti con difficoltà inedite e perciò molto più insidiose rispetto al passato. Tutti i relatori, prendendo spunto dalla vicenda che ha coinvolto una bambina di Palermo di nove anni appena, scomparsa – sembra – a causa di un gioco presente sul social Tik Tok, hanno messo in rilievo il ruolo delle famiglie e delle istituzioni scolastiche nel promuovere un uso morigerato e consapevole di questi strumenti. A questo proposito, Bruna Siviglia ha assicurato che, appena possibile, l’associazione, già impegnata nelle scuole e con i ragazzi in generale, avvierà, in concerto con le autorità preposte, un programma calibrato per questi cittadini di domani. Ognuno, infatti, per un problema di così enorme portata, è chiamato a fare la propria piccola ma significativa parte.