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Reggina, Taibi: “Due trattative più difficili di altre. Futuro? Il più possibile qui a Reggio”

taibi reggina Foto StrettoWeb / Salvatore Dato

Altra intervista del direttore sportivo della Reggina Massimo Taibi, che parla soprattutto di calciomercato e di futuro: le sue parole

E’ tornato nuovamente a parlare il direttore sportivo della Reggina Massimo Taibi dopo l’intervista di ieri a Gazzetta del Sud. Questa volta, più che su fatti di campo, la discussione si è però spostata sul mercato. “Abbiamo fatto un mercato mirato – ha detto a Tuttomercatoweb – seguendo le indicazioni del mister che è stato accontentato sotto ogni aspetto, anche sulle cessioni: ci sono state 8-9 uscite, potevano essere anche di più ma due elementi, nonostante le richieste ricevute, hanno preferito non scegliere diverse soluzioni: a ogni modo ci possiamo dire soddisfatti”.

Tanti movimenti? Con il nuovo mister e il cambio di modulo era normale, i calciatori che si adattavano alla tattica di Mimmo Toscano non era scontato andassero bene per i nuovi dettami, quindi era normale cambiare, anche se forse mi sarei aspettato qualcosa in meno. Ma non è questo che conta, l’importante era centrare tutti gli obiettivi, e su quello ci siamo riusciti. Le operazioni più difficili probabilmente sono quelle che hanno portato a Reggio Edera e Okwonkwo, giocatori che avevano anche molte altre richieste. Però il mister li ha voluti, contattandoli anche personalmente, la struttura societaria è di livello, e questo è stato un ottimo mix: sono stati convinti proprio dal progetto tecnico-societario. La rosa è stata potenziata, credo che la Reggina adesso se la potrà giocare con tutti”.

La classifica di Serie B, ad oggi, presenta due “blocchi” separati: “La spaccatura tra playoff e playout, negli ultimi 10 anni, non era mai stata così netta come adesso – dice ancora Taibi – credo ci siano 10-11 squadre che stanno facendo un campionato a parte. E’ chiaro però che il tutto è condizionato dal virus, che ha avuto un impatto: basti pensare agli stadi vuoti, che agevolano solo chi è abituato a giocare senza pubblico. Noi da questo siamo molto penalizzati, avere 20 mila persone allo stadio è diverso, anche per gli arbitri… voglio vedere se ci avrebbe negato il chiaro rigore di domenica con gli spalti pieni. Poi abbiamo affrontato il campionato di B con 5 mesi di stop alle spalle, tanti infortuni… piccole cose, che sommate diventano però grandi. Ma non ci pensiamo, ora è il momento di dare tutti il massimo”.

Infine, domanda sul suo futuro: “Io non sono in scadenza, ho un contratto fino al 2022, che spero di onorare e anzi, anche di prolungare, perché vorrei rimanere il più possibile qui a Reggio, amo la piazza e amo la città. E’ vero, i risultati determinano molto, ma io spero di legare il mio nome a Reggio Calabria per più tempo possibile”.