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Reggina-Pordenone, Baroni: “Bellomo da esempio, Menez fuori per scelta tecnica. E su Montalto…”

marco baroni Foto di Federico Proietti / Ansa

Le parole del tecnico amaranto Marco Baroni al termine del match del Granillo tra la Reggina e il Pordenone, da poco terminato

Reggina-Pordenone è terminata pochi minuti fa. Amaranto vincenti, concreti e cinici con il solito Folorunsho. Al termine del match, dalla sala stampa del Granillo, ha parlato il tecnico amaranto Marco Baroni.

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Folorunsho è rimasto nella sua posizione fino al passaggio al 4-3-3, dopo il gol. Le partite durano 90 minuti, mancava Montalto, Denis lo devo gestire in un certo modo. Chi è partito subito non ha fatto male. Io sto cercando di portare avanti tutti, l’esempio lampante è Bellomo, che è entrato molto bene. A un allenatore serve questo, teste accese, gente che ha voglia e che non molla mai”.

“Lo avevo detto: contro squadre come il Cittadella o il Pordenone, che da anni giocano insieme con la stessa guida tecnica, ed è una rarità, si fa fatica. Verticalizzano con attaccanti vivaci, le mezzali non partecipano alla costruzione. Si sapeva delle difficoltà. Dovevamo essere intensi, vogliosi, determinati e pazienti. E’ molto tempo che noi siamo squadra, anche nelle partite in cui ci è sfuggito il risultato. E’ stato voluto”.

Menez è rimasto fuori per scelta tecnica. Quando parlo di esterni parlo di tutti gli esterni. Per Menez mi attendo qualcosa in più. Micovschi ed Edera sanno cosa vogliono. Edera l’ho messo sul suo piede perché voglio che gestisca meglio certe situazioni. Con Bellomo c’ho parlato, fa meglio anche a destra più che a piede invertito. Cerco sempre di mettere i giocatori a casa propria, come si dice a Firenze”.

Montalto in settimana su un tiro ha avuto un problemino muscolare. Non siamo riusciti a capire bene. Stamattina ha provato, non stava bene e ho preferito non rischiarlo. Ho portato anche Lakicevic e Stavropoulos ma non erano al meglio”.

Dopo Baroni ha parlato nel post gara anche Folorunsho, l’autore del gol: “Mister Baroni mi ha dato tanta autostima, credendo in me sin dal primo momento. Ovunque mi metta in campo io gioco. Siamo una squadra sempre compatta, abbiamo continuato a lavorare nonostante i risultati non arrivassero. Soltanto con il silenzio e con il lavoro era possibile invertire la rotta. Adesso si vede la mano del mister, dobbiamo fare ancora di più”.

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