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Reggina, Gallo si sfoga: “Sto andando avanti da solo, niente entrate dallo stadio eppure nessuno pensa di riaprirli…”

Gallo Foto StrettoWeb / Salvatore Dato

Reggina, dura presa di coscienza del presidente amaranto Luca Gallo sulla situazione economica del calcio e sul mancato fronte comune

All’interno della conferenza stampa di presentazione del nuovo direttore generale della Reggina Giuseppe Mangiarano, il presidente amaranto Luca Gallo ha affrontato anche altri argomenti, tra cui il rapporto con Tempestilli, il settore giovanile e la situazione economica che sta vivendo il calcio, specificando – in quest’ultimo caso – come trattasi solo e soltanto di sfogo.

SETTORE GIOVANILE“A che punto siamo? Più vicini di qualche mese fa. Il tempo impiegato da Tempestilli non è stato sprecato, ha fatto cose buone. Le basi sono state buttate giù e siamo a buon punto, va costruito col tempo il lavoro, piano piano. Prima non c’era quasi nulla”.

TEMPESTILLI “La gestione Tempestilli è stata buona. Ha fatto il suo lavoro e l’ha fatto egregiamente. Prima sulla gestione del centro sportivo e del settore giovanile e poi per quanto riguarda la direzione generale. Sulla rottura, anche se questo vocabolo non mi piace, c’è stato un distacco. C’erano delle divergenze caratteriali tra me e lui e da persone civili ognuno è andato per la propria strada. Queste cose succedono nella vita privata e nel lavoro. C’è chi parlava di Iiriti: con lui sono rimasto in ottimi rapporti. Andre Gianni fa invece il general manager nella mia società, quindi nessun problema. Da questo punto di vista non sono stato molto fortunato, diciamo”.

BARONI E LA CAMPAGNA ACQUISTI – “Su Baroni sono soddisfatto, è un ottimo allenatore. Si vede dai risultati. Sulla campagna acquisti, abbiamo preso i calciatori che l’allenatore ci ha richiesto, sicuramente avrei potuto fare di più, si può sempre fare di più”.

LA SITUAZIONE ECONOMICA ATTUALE – “La situazione economica del calcio è drammatica, parlo per tutti i club e non solo per me. L’ultimo biglietto che ho venduto è stato esattamente un anno fa, in Reggina-Monopoli. E’ da un anno che il club non incassa un euro dal botteghino. Gli sponsor uguale, danno un quinto dell’investimento normale, essendo chiusi gli stadi. Non ci sono stati introiti, il club è andato avanti quest’anno con i soldi miei e con i soli incentivi di Lega e Dazn, che sono una piccola parte. Questo è un fatto da rimarcare. Non ci sono entrate, non l’ho detto mai ma questo è il caso che si rimarchi. Si fa campagna acquisti con quello che si può fare, con le forze personali. E’ un qualcosa di pesantissimo e andando in giro ci si accorge di tanti settori che non lavorano come lavoravano prima, ma lavoravano. Col calcio è diverso. Non si è fatto nulla di concreto per risolvere la situazione”.

“Si fa quello che si può – prosegue – Gli stipendi dei calciatori della Reggina sono totalmente a posto. Io non so se la gente sa che al Sant’Agata ci sono 16 manutentori, 4 guardie all’entrata, poi tutto il personale amministrativo, altre 20, il personale di mensa. All’interno del centro sportivo ci saranno una sessantina di persone che lavorano per la Reggina. Il Sant’Agata non me lo danno gratis, proprio ora ho pagato l’intera annata. Una prima parte cash e una fidejussione di pari entità. Per Reggina-Pordenone di domenica mi piacerebbe dire: “Riempiamo lo stadio”. Ma chi lo riempie?”.

IL MOVIMENTO CALCIO“Io sono nuovo nel calcio, in confronto a presidenti che stanno in questo ambiente da 20 o 30 anni. Ma da questo punto di vista il calcio non è diverso da tanti altri settori. Ognuno pensa per sé. Se ci fosse un fronte comune, considerando l’importanza ludica del calcio a livello nazionale, giustamente qualcuno si accorgerebbe del valore che questo sport ha in Italia. Si pensa di tutto tranne che di riaprire gli stadi, quando invece riaprono metropolitane con tante persone accalcate”.

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