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La Reggina e il calo nel finale: ma andare in vantaggio subito è davvero un bene?

marco baroni Foto di Federico Proietti / Ansa

Tutte le volte che la Reggina è passata avanti nel primo tempo – escluso il match contro la Cremonese – nel finale ha subito la rimonta ospite

Premessa: a leggere il titolo sembrerebbe che la Reggina non debba andare in vantaggio nella prima parte se ha l’opportunità. Ovviamente non è così. La questione è un po’ più approfondita, arguta e complessa, ma ci arriviamo. Il tema centrale di questa prima parte di torneo per gli amaranto è stato il “famoso” calo nel finale. Puntualmente, tutte le volte che la squadra si trova avanti nel punteggio, raggiunto più o meno il 70′ arretra sempre di più fino a farsi schiacciare e – esclusi pochissimi casi – subire il gol. Mister Baroni, nel post Frosinone, ha parlato di aspetto mentale, più che fisico, unito ovviamente alla mancanza di alternative. Mentre, nella conferenza stampa pre Salernitana, ha fatto capire che preferirebbe che si parlasse meno di questo “tormentone”, affinché non diventi un alibi per i calciatori.

Al di là di queste considerazioni, bisogna notare come ieri la squadra non abbia subito l’avversario nel finale, pur spingendo molto in avvio. E, quindi, da qui sorge il dubbio: andare in vantaggio subito è un male? Tutte le volte che la Reggina è passata avanti nel primo tempo – escluso il match contro la Cremonese – nel finale ha subito la rimonta ospite nel palleggio, nella pressione, nel dominio e nel risultato. Solo in qualche occasione, tra cui quella di ieri, questo non è avvenuto. Perché? O perché si è andati in vantaggio nel finale (Salerno all’andata, pur subendo il fortuito pari, o Reggio Emilia) restando in gara fino all’ultimo, o perché si è segnato più di un gol lasciando “margine di errore” (Pescara e Brescia). Al contrario, da Chiavari a Frosinone, il gol del vantaggio ha prodotto solo una successiva pressione avversaria che ha messo in difficoltà Loiacono e compagni. E allora vuoi vedere che forse aveva ragione Baroni a parlare di problema mentale?

Una cosa è certa. La squadra adesso è stata rinnovata, è più “fresca”, giovane, adatta alla B e – si spera – “integra”. Baroni ha a disposizione le alternative giuste per poter mettere in atto il suo modo di giocare e sfruttare i cinque cambi davanti, che significano anche mantenere il baricentro alto e sfruttare le ripartenze in caso di vantaggio. Certo, se poi al vantaggio segue magari qualche altro gol (a parte Reggina-Pescara non è mai successo), il problema non si pone. E con i nuovi attaccanti può essere anche stato risolto totalmente.