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In che modo il calcio si può adattare alla pandemia

La pandemia da Covid-19 ha cambiato profondamente la vita di tutti, da molteplici punti di vista

Dalla scuola allo smart working, è stato necessario adattarsi a un nuovo modo di fare le cose, ed è improbabile che si potrà mai tornare del tutto alla situazione di prima. Con ogni probabilità, i cambiamenti effettuati in questi mesi diventeranno la norma. Anche il mondo dello sport ha dovuto adattarsi alla nuova realtà, e lo ha fatto con non poche difficoltà. Giocare a porte chiuse, nel calcio, è sempre stato sinonimo di una punizione; le partite senza spettatori sono però ormai diventate la normalità. L’unico modo per tornare in campo senza aumentare la diffusione dei contagi è, infatti, ridurre il numero delle persone presenti. Una partita senza spettatori può però avere effetti negativi sia sui giocatori che sul pubblico stesso. Giocare senza il supporto del pubblico rende spesso le prestazioni meno efficaci, e la mancanza di tifoserie riduce il gioco a un incontro asettico tra atleti. Purtroppo per questo ci sono poche soluzioni: l’introduzione di un pubblico molto ridotto e ben distanziato è finora l’unico rimedio provato, con risultati non proprio incoraggianti. Il boato di uno stadio pieno non è assolutamente paragonabile al fievole gioire di qualche centinaio di tifosi, e i cartonati che dovrebbero far sentire i calciatori meno soli sembrano quasi uno scherzo di cattivo gusto. Per il pubblico che era solito assistere alle partite dal vivo c’è però qualche speranza in più di riuscire ad avere un’esperienza, se non equivalente, almeno vicina alle abitudini precedenti. Le dirette delle partite, già da tempo presenti sui canali specializzati, diventano ancora più importanti per mantenere acceso il legame tra squadre e tifosi. Chi non può recarsi allo stadio non ha quindi difficoltà a seguire la propria squadra da casa, sebbene molti dettagli siano assenti quando si assiste a una partita dal proprio divano. Per questo le emittenti e le varie leghe calcio si sono mosse per cercare di offrire qualcosa in più agli spettatori costretti a casa. Le dirette diventano quindi interattive, con l’implementazione di soluzioni innovative e, a volte, un po’ surreali. Ad esempio, c’è chi ha sperimentato la possibilità di registrare le urla casalinghe dei tifosi per trasmetterle poi, amplificate, direttamente all’interno dello stadio durante la partita in corso, e chi invece ha provato a organizzare videoconferenze a cui possono partecipare più tifosi, in modo da ricreare quel senso di comunità e appartenenza tipico degli spalti. Tutte queste iniziative dipendono però da una cosa in particolare: la connessione a Internet. Assistere a una partita e interagire con essa è infatti possibile solo se si concepisce una dimensione del calcio più ampia e completamente online. Questo può però portare a nuove difficoltà: è necessario che i tifosi dispongano di una connessione stabile e che imparino a utilizzare strumenti specifici. Inoltre, si presenta anche un ulteriore problema: quello della sicurezza.

Calcio e sicurezza informatica

Ogni volta che si ha un’interazione online con una piattaforma, un servizio o un individuo, si è partecipi di uno scambio di dati. Questi dati possono essere anche molto personali ed è quindi fondamentale che non cadano nelle mani sbagliate. Guardare una partita online e interagire con gli altri tifosi diventa quindi un rischio per la propria sicurezza ed è necessario ricorrere a soluzioni apposite per evitare che dei malintenzionati possano impossessarsi di dati personali. Per proteggersi dagli attacchi informatici è quindi possibile sfruttare appositi servizi o software, come antivirus, anti-malware, firewall, VPN, ecc. Con un buon programma antivirus e anti-malware, ad esempio, si può essere sicuri di non installare accidentalmente software dannosi, che potrebbero creare delle vulnerabilità nei propri dispositivi e fornire agli hacker dei punti d’accesso. La priorità dovrebbe comunque essere la protezione dell’intera rete domestica, in modo da potersi difendere da tutti i tipi di attacchi informatici. Per fare ciò è necessario usare un firewall e una VPN. Il firewall permette di controllare gli accessi alla propria rete domestica e concedere l’autorizzazione soltanto a determinati dispositivi. In questo modo, uno sconosciuto non sarà in grado di accedere alla rete locale e non potrà quindi eseguire alcuna operazione pericolosa. Con una VPN, invece, è possibile crittografare tutto il traffico, in modo da proteggere anche i dati trasmessi al di fuori della rete domestica. Prima di scegliere una soluzione piuttosto che un’altra è comunque importante informarsi sui fornitori dei vari servizi e dei vari programmi. È necessario affidarsi soltanto a fornitori in grado di garantire uno standard di sicurezza elevato grazie all’uso dei protocolli crittografici più moderni. Nella scelta può essere importante anche verificare la possibilità di installare una VPN gratis per provare il servizio.