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Palamara e i retroscena sul successore di Pignatone a Reggio Calabria: “Gratteri la prese male, provammo a convincere Cafiero De Raho a rinunciare”

nicola gratteri e federico cafiero de raho

Altri segreti raccontati dall’ex magistrato Luca Palamara nel suo libro “Il Sistema”: si parla anche di Gratteri e Cafiero De Raho per il posto di procuratore di Reggio Calabria lasciato libero da Pignatone

Tanti i retroscena e i segreti raccontati dall’ex magistrato Luca Palamara nel suo libro “Il Sistema“, scritto insieme al giornalista Alessandro Sallusti. Come già spiegato, in oltre 150 pagine di testo – per tanti motivi – finisce spesso in mezzo la città di Reggio Calabria, in cui lo stesso Palamara è stato procuratore all’inizio della sua carriera. Successivamente, arrivato a piani più alti della Magistratura e del “Sistema” di cui parla, si è occupato di muovere le fila e tessere le lodi delle nomine all’interno del movimento, motivo per cui nello scorso ottobre è stato radiato dall’ordine giudiziario.

Tra le varie nomine in cui Palamara è “entrato” in prima persona c’è anche quella relativa al successore di Pignatone – che viaggiava alla volta di Roma – come procuratore di Reggio Calabria. Tre i candidati, come spiega lo stesso Palamara nel libro: “Bisogna lavorare al gioco di incastri per eleggere il nuovo procuratore di Reggio Calabria, quello che deve prendere il posto lasciato libero da Pignatone. In campo ci sono Federico Cafiero De Raho, procuratore aggiunto a Napoli, e due dei vice di Pignatone a Reggio Calabria, Nicola Gratteri e lo stesso Prestipino. Sondo le intenzioni sia di Gratteri sia di Cafiero De Raho, quest’ultimo fortemente sponsorizzato dalla mia corrente Unicost di Napoli, che pensa di poter colonizzare la Calabria. Durante una colazione a casa della giornalista Anna La Rosa, spiego a Gratteri le difficoltà che sta incontrando la sua candidatura; gli confermo che ha sì l’appoggio di Magistratura indipendente, ma è avversato da Magistratura democratica e soprattutto non è in cima ai pensieri di Pignatone, il quale sta manifestando in più sedi, anche al Csm, una forte volontà di scegliersi sia il vice a Roma sia il successore a Reggio. Gratteri, che conosco dai tempi del mio esordio in magistratura, reagisce male e non accetta quella che ravvisa come una mancanza di fiducia nei suoi confronti. Il derby è quindi tra Prestipino e Cafiero De Raho”.

Una situazione complessa, in cui l’ex magistrato deve trovare il giusto compromesso. E, “scartato” Gratteri, l’obiettivo è convincere Cafiero De Raho a rinunciare. L’intervento fallirà in quanto, come poi la storia insegna, sarà proprio De Raho a diventare il procuratore della città dello Stretto: “In prima battuta Pignatone preferirebbe Prestipino a Reggio Calabria – spiega Palamara –  Ma la corrente napoletana di Unicost, come dicevo, spinge molto per Cafiero De Raho. D’accordo con Pignatone, tentiamo la spallata finale: in un tardo pomeriggio del febbraio 2013 Cafiero De Raho viene a Roma per discutere di questioni d’ufficio con il procuratore. Con Pignatone rimaniamo intesi in questo modo: poco prima della fine del loro incontro mi manderà un messaggino e io capirò che devo scendere ed entrare nella sua stanza, facendo finta di essere lì per caso. Finito il loro colloquio accompagnerò Cafiero all’uscita, per cercare di convincerlo a rinunciare a Reggio Calabria. Il mio tentativo andrà a vuoto e a quel punto, sempre d’accordo con Pignatone, l’operazione successiva sarà quella di portare Prestipino a Roma”.

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