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Okwonkwo, Edera, Dalle Mura: le mani (anche) di Baroni sul mercato della Reggina

Marco Baroni Foto Gianni Nucci / Ansa

Ci sono anche le mani, e la bocca, di Baroni sul mercato della Reggina: lo dimostrano le operazioni Okwonkwo, Edera e Dalle Mura

Il calciomercato lo fanno i direttori sportivi. E’ evidente. Loro hanno contatti e conoscenze, loro seguono la trattativa passo dopo passo, loro incontrano calciatori e intermediari, loro viaggiano. In casa Reggina se ne occupa Massimo Taibi, che a tal proposito – nell’intervista di ieri – ha tenuto ad allontanare le voci che lo volessero depotenziato dopo la nomina di Tempestilli a direttore generale. E’ pur vero però che, come in ogni società sportiva che si rispetti, il confronto tra le parti ci debba essere pur nel rispetto dei ruoli. In riva allo Stretto, ovviamente, alle richieste di mister Baroni sono seguite le valutazioni del ds insieme a presidente e dg.

Ma in alcuni casi, oltre che indirettamente, l’intervento di una delle parti è risultata decisiva ai fini del buon esito della trattativa. Le mani, e la bocca, di mister Baroni – in questo senso – si sono rivelate fondamentali per la conclusione di più di un affare. Lo ha spiegato Taibi nelle parole concesse oggi a TMW: “Le operazioni più difficili probabilmente sono quelle che hanno portato a Reggio Edera e Okwonkwo, giocatori che avevano anche molte altre richieste. Però il mister li ha voluti, contattandoli anche personalmente“, ha detto. In realtà, quella del ds amaranto non è altro che una conferma rispetto a ciò che lo stesso Edera aveva detto ieri in sede di presentazione: “La chiamata del mister è stata fondamentale per farmi venire qua“. Parole che hanno fatto seguito a quelle che, la settimana scorsa, aveva affermato Dalle Mura da neo giocatore amaranto: “Amo follemente il gioco di Baroni“.

Insomma, il rispetto dei ruoli è fondamentale affinché in una società si lavori bene e senza “screzi”, ma in alcune situazioni l’apporto di terzi regala quello sprint in più necessario a superare la concorrenza. E a Reggio Calabria lo sappiamo bene, visto che 20 anni fa fu una chiamata di Carletto Mazzone a Roberto Baggio a far saltare l’arrivo del Divin Codino in riva allo Stretto.

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