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NBA e Coronavirus, la strana notte di Kevin Durant: gli vietano di giocare, poi ottiene l’ok ma nel 3° quarto scatta la quarantena

Foto di Jason Szenes / Shutterstock Out / EPA / Ansa

La strana notte di Kevin Durant in Nets-Raptors: gli vietano di giocare, poi ottiene l’ok, ma nel 3° quarto lo mettono in quarantena

Free me“, liberatemi. Kevin Durant ha twittato questo particolare messaggio nella tarda notte italiana. Il motivo? Beh, una serata piuttosto singolare, causata dal protocollo anti-Covid dell’NBA e da una gestione della situazione piuttosto imbarazzante. Ma andiamo con ordine. Si gioca Brooklyn Nets contro Toronto Raptors, non una partita come le altre per KD: l’ultima volta che ha affrontato i canadesi, 2 anni fa in maglia Warriors alle Finals, ha visto sfumare il sogno di vincere l’anello. La voglia di riscatto era alle stelle, lo si notava già dallo shoot-around eseguito insieme al resto dei Nets. Alle 19:24, poco prima della palla a due, il cestista di Brooklyn è stato però fermato a causa dei contatti con una persona risultata “inconclusive” ad un Covid test. Nonostante Kevin Durant fosse risultato negativo a 3 test nelle ultime ore e avesse già contratto il Covid nei mesi scorsi, l’NBA non gli ha dato il permesso di giocare.

Alle 20:01 però, arriva il dietro front: dagli uffici dell’Olympic Tower arriva il via libera per scendere in campo a poco più di 4 minuti dalla fine del primo periodo di gioco. Nei circa 19 minuti che resta in campo, Kevin Durant firma 8 punti, 6 rimbalzi e 5 assist, costruendo la base per un’interessante tripla doppia. Alle 21:12, a 9 minuti e 6 secondi dalla fine del terzo periodo di gioco, giunge però la notizia della positività della persona venuta a contatto con Kevin Durant, dunque il giocatore viene fermato e posto in quarantena. I Nets senza di lui perdono 117-123.

Sappiamo che questa stagione è molto particolare – il commento di coach Steve Nash e che ci saranno casi come questo. Devo ammettere che forse non ho gestito bene la situazione, mi sono fatto distrarre dalle notizie che arrivavano su Kevin e ho incominciato a pensare a come avrei dovuto gestire i minutaggi dei titolari. Perché la Nba ci ha dato l’ok per schierare Durant? Onestamente non ne sono sicuro, mi viene il mal di testa solo a pensarci, credo che abbiano testato diverse volte la persona in questione“.

Meno diplomatico James Harden: “eravamo tutti nello spogliatoio insieme, se si tratta di contact tracing allora dovevano rinviare la partita visto che siamo stati tutti in contatto con Kevin. Veniamo testati costantemente, non capisco bene come siano arrivati a una decisione del genere che alla fine ha un impatto anche su partite importanti in ottica playoff. Kevin, che peraltro il virus lo ha già contratto, è risultato negativo tre volte nelle ultime 24 ore, è tutto molto frustrante“.